AGGREDITA DA UN ROTTWEILER LIBERO. LE AUTORITÀ INTERVENGANO

Prato Eleonora Barbieri 28 Maggio 2021 50 Nessun commento

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Dodici punti in testa, quindici giorni di prognosi e ancora tanta paura per quel che è stato e per quel che poteva essere per lei e per il suo cagnolino, Dante, se non fosse intervenuto un automobilista che è riuscito a bloccare la furia cieca del cane prima che fosse troppo tardi. A quattro giorni dalla terribile aggressione subita sull’ingresso del parco del Bargo a Poggio a Caiano da parte di un rottweiler lasciato in completa libertà, Caterina Lenzi lancia un appello alle istituzioni via social, postando anche le foto delle ferite che il molossoide ha lasciato sulla sua testa e su Dante, e attraverso i nostri canali: “E’ inaccettabile uscire per portare il proprio cane a passeggio e rischiare di non tornare più a casa. Il Comune e le autorità competenti devono intervenire perchè non riaccada ciò che è successo a me”. Il cane infatti, prima che la municipale arrivasse sul posto, è stato riportato a casa da chi ne ha la custodia, una coppia di cinesi che abita nelle vicinanze della 51enne aggredita, mentre il proprietario, anche lui cinese, vive a Firenze. Cane che non risulta assicurato. Polizia municipale e carabinieri di Poggio intanto hanno inviato gli atti in Procura sulla base di quanto appreso sul posto e della denuncia effettuata da Caterina Lenzi, assistita dall’avvocato Cristiano Ciani. Ma intanto la scena potrebbe ripetersi così come era già successo in passato. “Ormai- racconta Caterina – per portare a passeggio il proprio cane ci vuole il bastone. Quasi tutti qui ce l’hanno. Sarò costretta a farlo anche io se non sarà risolto il problema. Non è la prima volta che questo cane va a giro libero perchè viene lasciato il cancello aperto o perchè scappa. Nessuno però, si preoccupa di cercarlo. Tra l’altro avevo già subito un’altra aggressione da un altro cane che viveva in quella casa, sempre un rottweiler ma riuscii a cavarmela senza grossi danni. Razze come queste sono come le macchine, se non hai la patente non puoi tenerle. Penso sia arrivato il momento di regolamentare qualcosa che potenzialmente è molto pericolosa. Ci vogliono almeno guinzaglio e museruola. Mi rivolgo al Comune ma non so neanche se è il giusto interlocutore e se ha il potere di regolamentare su questo fronte. In ogni caso le autorità devono intervenire perchè martedì è stata sfiorata la tragedia e può succedere di nuovo. Ci metto la faccia non perchè mi piaccia mostrarmi conciata così, ma perchè nessuno domani possa dire “non sapevo”.
Un modo per dare un senso a una terribile disavventura che però ha permesso a Caterina di conoscere da vicino dove può arrivare il coraggio e la generosità delle persone, in particolare quella del suo soccorritore le ha salvato la vita e che ieri ha bussato alla sua porta per salutarla e sapere come stava: “Si pensa che gli angeli siano solo in cielo. Il mio invece sta qui sulla Terra con noi. Il mio grazie è infinito. Senza di lui non so se oggi sarei ancora qui”.

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