AMMANCHI CROCE D’ORO INCHIESTA

Prato Nadia Tarantino 13 Febbraio 2020 83 Nessun commento

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Decine di migliaia di euro prelevati dai conti correnti e altre decine di migliaia di euro intascati a nero. Truffa aggravata e continuata e concorso in appropriazione indebita aggravata sono le accuse che pesano, a vario titolo, su tre ex dipendenti della Croce d’Oro di Prato per i quali il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli ha firmato nei giorni scorsi la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è fissata a ottobre. Gli imputati sono l’ex direttore generale dell’associazione e due ex addetti al servizio funebre. Tutti e tre furono licenziati in tronco e ora devono rispondere di appropriazione indebita e solo Chiari anche di truffa.
A mettere in moto l’inchiesta sono state le denunce presentate a inizio 2018 dalla Croce d’Oro onlus e dalla Fondazione Croce d’Oro in seguito alla scoperta di ammanchi da due conti correnti e al mancato incasso di diversi servizi funebri. Complessivamente, stando alle indagini della Squadra mobile, si parla di una cifra che sfiora i centomila euro. In particolare, gli investigatori contestano all’ex dirigente di aver falsificato le firme del presidente e del vicepresidente della Fondazione Croce d’Oro per prelevare circa 30mila euro da un conto corrente e, in forza della sua carica di direttore generale, di averne prelevati circa 37mila da un altro conto, riferibile ad una eredità ricevuta dall’associazione di volontariato; a tutti e tre, invece, anche sulla scorta di diverse testimonianze, viene contestato di aver intascato i soldi pagati a fronte di servizi funebri.

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