ARTE STAMPA, REGIONE AUTORIZZA 2 NUOVI MACCHINARI

Prato Eleonora Barbieri 14 Marzo 2020 19 Nessun commento

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Arte stampa srl, l’azienda a conduzione cinese da tempo al centro delle proteste dei residenti di Viaccia per le sue emissioni, ottiene il via libera della Regione Toscana all’attivazione di altre macchine di stampa digitale dei tessuti che comporterà la realizzazione di un ulteriore camino di emissione in atmosfera. Nell’autorizzazione, la direzione Ambiente ed energia, specifica che tale installazione non determina “incremento della potenzialità produttiva dello stabilimento in termini di pretrattamento né indica una modifica del ciclo produttivo attualmente autorizzato”, ma chi vive e lavora in questo quartiere all’estrema periferia ovest di Prato, non sarà certo felice di sapere che a breve respirerà una nuova emissione seppur analoga ad altre già autorizzate. Va detto però, che gli uffici regionali hanno imposto una valanga di prescrizioni all’azienda. Si comincia proprio dai valori limiti alle emissioni per ogni fase di lavorazione, da controllare con monitoraggi periodici. La ditta dovrà adottare un registro delle analisi e uno degli interventi di manutenzione sugli impianti abbattimento. Per gli autocontrolli sono previste tre letture consecutive riferite a un’ora di funzionamento nelle condizioni più gravose degli impianti e tale prelievo dovrà essere comunicato ad Arpat 15 giorni prima in modo da consentire l’eventuale presenza dei tecnici del dipartimento. Inoltre dovrà essere comunicato in dettaglio chi farà le analisi. Altre prescrizioni riguardano i camini e il comportamento da tenere in caso di anomalia che comporti il superamento dei limiti. Segue una serie di adempimenti su tipologia e quantitativi di sostanze da usare per i vari procedimenti di stampa. Ogni deroga ai limiti imposti deve essere preceduta da un nulla osta delle autorità. Anche in questo caso dovrà essere tenuto un registro .
La gestione di eventuali by-pass è sottoposta a stringenti iter autorizzativi che prevedono anche l’apposizione di idonei sigilli da parte di Arpat. Solo in caso di emergenza il gestore può rimuoverli e darne comunicazione immediata ad Arpat e Provincia di Prato. Veniamo ora alle temperature di esercizio, tema questa molto delicato perché nel recente passato è stato contestatissimo dai residenti. Sulle mansarde di stampa e sulle ramose dovranno essere installati sistemi di misurazione e registrazione delle temperature a garanzia del rispetto dei limiti massimi di 160 e 170 gradi. Sulla stampa digitale deve essere presente un blocco di temperatura che impedisca l’innalzamento oltre 90 gradi. Blocco certificato dalla ditta fornitrice, l’unica che può modificarlo. Come si vede, i limiti e le prescrizioni sono davvero tanti e puntuali. Il nostro è solo il riassunto di dieci pagine. Agli occhi di chi vive e lavora in questa zona, possono apparire come una sconfitta pesante nella battaglia contro questa azienda, ma possono essere visti anche come un’arma a loro favore perché ogni violazione delle regole sarà facilmente dimostrabile e potrebbe comportare la sospensione o la revoca delle autorizzazioni ambientali come è già successo per altre ditte analoghe del pratese.

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