ASSOLTE LE DUE GUARDIE GIURATE ACCUSATE DI OMICIDIO

Prato Nadia Tarantino 28 Aprile 2021 55 Nessun commento

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Non fu aggredito, non fu picchiato, non morì a causa delle botte l’uomo che la sera del 4 ottobre 2017 fu trovato ferito in una sala del pronto soccorso dell’ospedale di Prato dove si era presentato chiedendo una visita perché stava male. Le due guardie giurate in servizio quel giorno e finite sotto inchiesta con l’accusa di omicidio preterintenzionale oggi, mercoledì 28 aprile, sono state assolte dal giudice delle udienze preliminari Francesco Pallini al termine del processo con rito abbreviato. Un’assoluzione come e più di una liberazione.
Sono bastate le primissime righe lette dal giudice per scatenare il pianto degli imputati, delle loro famiglie, dei loro avvocati. “Giustizia è stata fatta – il grido dell’avvocato Giuseppe Nicolosi, difensore insieme ai colleghi Antonio Cozza e Michela De Luca – ci abbiamo sempre creduto, i nostri assistiti hanno sofferto tantissimo senza però mai perdere la fiducia. Solo chi è innocente può resistere ad un calvario come questo”. Pieno di commozione anche il commento dell’avvocato Cozza: “La pena non è soltanto quella della condanna ma anche quella che deriva da un processo – ha detto – parliamo di persone che hanno perso il lavoro, che hanno vissuto anni drammatici. Persone perbene che si sono trovate nel posto sbagliato, al momento sbagliato e con persone sbagliate”. Il riferimento è alla decisione del giudice di trasmettere gli atti alla procura affinché valuti eventuali reati commessi dalla dottoressa in servizio quella sera al pronto soccorso, le cui dichiarazioni misero nei guai le due guardie giurate.
La vittima, già affetta da precedenti patologie, morì un anno dopo in un centro specializzato per la cura di pazienti infermi: poche ore dopo quello che il sostituto Valentina Cosci ha sempre sostenuto fu un’aggressione, si manifestò infatti una tetraplegia.
“Processo indiziario”, hanno ripetuto fino allo sfinimento i difensori. Un processo incardinato su una serie di perizie contrastanti tra loro che hanno fornito diverse chiavi di lettura a dimostrazione di una dinamica impossibile da ricostruire con certezza. Una dinamica che, secondo il convincimento del giudice, qualunque sia stata non può essere ricondotta alle due guardie giurate che quella sera avvicinarono la vittima solo per calmarla perché la visita che chiedeva ai medici non poteva essere fatta in quel momento.
“Abbiamo sofferto tanto – hanno detto le due guardie giurate – la verità ha vinto su tutto. Ai nostri avvocati va il ringraziamento per averci riportato ad una vita che ora dovremmo ricominciare. Ai nostri figli e alle nostre famiglie è stata negata pace e serenità, ora finalmente questo incubo è finito”. La speranza è di poter rientrare al lavoro e riprendere la normalità interrotta quella dannata sera.

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