BABBO E NONNO PEDOFILO, PM CHIEDE 10 ANNI DI CARCERE

Prato Nadia Tarantino 13 Gennaio 2022 374 Nessun commento

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Dieci anni di carcere. E’ la richiesta che il pubblico ministero, Laura Canovai, ha avanzato per l’artigiano pratese di 63 anni in carcere da settembre del 2020 con l’accusa di aver abusato di una delle sue figlie, oggi venticinquenne, e di tre nipotine (figlie di altre figlie) che oggi hanno 8, 13 e 15 anni. L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Mandarano, è comparso ieri, mercoledì 12 gennaio, davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Marco Malerba, per il processo con rito abbreviato. Per la sentenza si dovrà aspettare qualche settimana: la decisione è stata rinviata a febbraio.
Una vicenda dolorosa quella ricostruita dagli investigatori dopo la denuncia presentata dalla figlia dell’uomo che, assieme agli altri familiari, si è costituita parte civile; tutti sono assistiti dall’avvocato Alessandra Artese.
L’uomo per anni avrebbe riversato le sue attenzioni prima sulla figlia e in seguito sulle tre nipotine. Attenzioni che non avevano niente a che fare con l’affetto di un padre e di un nonno. Attenzioni che erano atti sessuali, molestie e violenze come ha sottolineato il pubblico ministero nel corso della sua requisitoria.
A subire la morbosità del padre è stata solo la più piccola di tre figlie; i ripetuti episodi di violenza, secondo quanto denunciato e accertato, sarebbero andati avanti per lungo tempo, nell’età compresa tra 5/6 e 8/9 anni. All’epoca bambina, tenne per sé quel segreto, ma quando una delle nipotine, in un momento di liberazione da quel peso troppo grande, raccontò alla madre come la accarezzava il nonno e il fatto esplose in tutta la sua drammaticità, non esitò a denunciare. Anche le nipotine (due sorelline e una cugina) erano finite nel mirino dell’uomo: violenze messe in atto su tutte e tre, nella stessa fascia d’età: a partire da 5/6 anni fino verso i 9 e ancora in corso sulla nipotina più piccola quando la procura chiese e ottenne l’arresto dal giudice delle indagini preliminari, Francesca Scarlatti.
La figlia confermò tutte le accuse in sede di incidente probatorio, a febbraio dello scorso anno. Un racconto ricco di dettagli e di particolari che si aggiunsero al già corposo fascicolo contenente gli episodi dei quali l’uomo si sarebbe reso protagonista dentro e fuori casa nel corso degli anni.

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