BABY CALCIATORI E FRODI SPORTIVE: IL PROCESSO SI FARÀ

Prato Nadia Tarantino 23 Aprile 2021 86 Nessun commento

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Baby calciatori, frodi sportive nei campionati di Eccellenza e Promozione della stagione 2016/2017, irregolarità nei lavori allo stadio Lungobisenzio: il processo si farà. Lo ha deciso oggi, venerdì 23 aprile, la Corte d’appello di Firenze che ha ribaltato la decisione del tribunale di Prato che a gennaio dello scorso anno chiuse l’udienza preliminare con sedici ‘non luogo a procedere’ che di fatto smontarono la complessa inchiesta dei sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli. Saliranno sul banco degli imputati Paolo Toccafondi, presidente dell’Ac Prato, accusato di violazioni sull’immigrazione, difeso dagli avvocati Enrico Guarducci e Fausto Giunta, e Matteo Trefoloni, ex arbitro di serie A, finito nelle indagini in qualità di presidente del Comitato regionale arbitri della Toscana, accusato di aver designato un fischietto gradito ad una società impegnata in uno spareggio play-out.
Il tribunale di secondo grado ha accolto il ricorso presentato dalla procura di Prato subito dopo la decisione del giudice delle udienze preliminari Daniela Migliorati che, nelle accuse mosse contro gli imputati, non riscontrò basi per il rinvio a giudizio. Quel proscioglimento è stato dunque cancellato.
Toccafondi, per il quale era rimasta in piedi solo l’accusa di favoreggiamento reale nell’ambito della trattativa per il passaggio alla Fiorentina di una giovane promessa del calcio ivoriana, arrivata in Italia grazie ad una zia che si era spacciata per madre naturale, dovrà rispondere anche di tutte le altre contestazioni fatta eccezione per quelle relative alle anomalie nella gestione dei lavori di rifacimento dello stadio, anomalie per le quali erano invece stati rinviati a giudizio Luca Piantini, ex dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Prato (avvocato Gabriele Terranova), Sandro Grassi e Giuseppe Mazzeo della Castelnuovo Lavori, la ditta aggiudicataria dell’appalto del Lungobisenzio. Piantini deve difendersi da diverse imputazioni: irregolarità del cantiere, falso ideologico, depistaggio delle indagini; gli altri due sono accusati, invece, di falso in atto pubblico.
Per il capitolo dei baby calciatori, figurano tra gli imputati anche l’ex segretario dell’Ac Prato Alessio Vignoli (avvocati Enrico Guarducci e Romina Corso), e il carabiniere Goffredo Brienza, finito sotto inchiesta con l’accusa di aver passato informazioni riservate sull’allenatore africano che con la sua denuncia mise in moto le indagini.
Numerosi i nomi che fanno parte del filone d’inchiesta sulle frodi sportive: oltre a Trefoloni, l’arbitro Federico Masilunas, il direttore generale della Sinalunghese Bruno Mugnai, il calciatore e allenatore del Foiano Filippo Zacchei e Luca Brini, i direttori sportivi Alvaro Finocchi Arcipreti e Stefano Fiorini, il calciatore della Bucinese Christian Prosperi, il presidente e il calciatore del Firenze Ovest Piero Colzi e Niccolò Terrafino, il presidente dell’Aglianese Fabrizio Giusti.
Per l’allenatore della Sestese Enrico Gutili, un tecnicismo ha fatto saltare la decisione della Corte d’appello.
Il processo si aprirà il 24 novembre prossimo.

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