CANTIERE EX MED, EMERGONO NUOVI INTOPPI

Prato Eleonora Barbieri 2 Novembre 2021 82 Nessun commento

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Si chiama serpentino la nuova tegola cascata sul cantiere di abbattimento del Misericordia e Dolce, la causa dell’ulteriore slittamento del passaggio di proprietà dell’area lasciata libera dall’ex ospedale dall’Asl al Comune di Prato che la trasformerà in un parco urbano.
Questo materiale, detto anche marmo verde, contiene amianto e in passato veniva usato sotto forma di pietrisco per la realizzazione di sottofondi stradali. E’ stato trovato nell’area del parcheggio lato Sant’Orsola-Cicognini, quando è stato rimosso l’asfalto. Circa 300-400 metri quadrati. Una scoperta fatta a primavera, quasi a chiusura del cantiere di abbattimento, a cui sarebbe seguita la compravendita prevista a giugno. I tecnici dell’Asl hanno fermato tutto per accertare la concentrazione di amianto presente nel serpentino. Solo se è alta è necessario intervenire con una bonifica. Sono emersi però, risultati contrastanti. Asl si è quindi rivolta ad Arpat che ha indicato una metodologia specifica per effettuare il rilevamento che è in corso. Se la concentrazione di amianto sarà bassa non sarà necessario intervenire e per la fine dell’anno si potrà chiudere questa lunga e complessa partita. Altrimenti, Asl dovrà bonificare. L’intervento può essere effettuato anche sul posto, ad esempio con un “cappottino”, oppure prevedere lo smantellamento del materiale e il suo stoccaggio in un sito per rifiuti speciali. In entrambi i casi si tratta di operazioni costose che richiedono uno stanziamento di bilancio ad hoc da parte dell’Asl. I tempi di consegna, quindi, si allungherebbero ulteriormente. Per il Comune di Prato, in realtà, non è un problema perchè l’ente è in ritardo con la progettazione esecutiva del nuovo parco. In questo momento siamo in fase di validazione del progetto. Al Comune spetterà anche la copertura della grande buca emersa con l’abbattimento dell’ospedale. Sono già stati stanziati 400mila euro per riempire il cratere di inerti e di una strato di terra “buona” necessario per le siepi e gli alberi da piantare. Altri aspetti da risolvere riguardano il muro del Convitto Cicognini a cui va garantita stabilità, e la marcatura dei confini delle proprietà tra Comune e Asl una volta che i 32 mila metri quadrati lasciati liberi dall’ex ospedale saranno acquistati dall’amministrazione comunale alla cifra di 12 milioni di euro.

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