CASCINA, UN ANNO DOPO LA RICONQUISTA DEL FEUDO LEGHISTA

Cascina Chiara Valentini 10 Novembre 2021 71 Nessun commento

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I leghisti (o elettori di centrodestra)  delusi  a Cascina hanno le idee chiare sulla zarina Susanna Ceccardi, primo sindaco leghista in Toscana nel 2016: non le hanno perdonato di aver mollato tutto senza finire il mandato per diventare europarlamentare. Persino Dario Rollo, il suo vice diventato reggente mentre lei era a Strasburgo ha preferito ricandidarsi con un nuovo movimento civico. Nella stanza del sindaco Mattarella ha ripreso il suo posto ben visibile (Susanna Ceccardi aveva definito la foto del presidente della repubblica un retaggio dell’ancien régime, preferendo dare visibilità al crocifisso) e sono finite in un cassetto rimanenze di magazzino potremmo dire, come la mentina di Trump e soprattutto gli oltre 100 spray al peperoncino avanzati (una campagna che ebbe eco nazionale) e mai reclamati. iPer  Michelangelo Betti, l’attuale sindaco, quella del 2016 fu la tempesta perfetta di sentimenti nazionali che si abbatterono su Cascina, oltre a errori della sinistra che non vuole negare. Da allora il lavoro è stato quello di restare uniti, avere programmi chiari e allargare la coalizione (Betti ha vinto con l’appoggio dei 5 stelle). Praticamente l’appello che giorni fa il segretario Enrico Letta ha lanciato proprio da qui.

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