CENTRO COVID PEGASO APRE I BATTENTI A TEMPO DI RECORD

Prato Eleonora Barbieri 8 Dicembre 2020 98 Nessun commento

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Taglio del nastro oggi, 8 dicembre, per la prima delle due strutture che compongono il Centro Covid Pegaso realizzato all’ex Creaf in via Galcianese per alleggerire la pressione sugli ospedali. Lavori realizzati in appena un mese. “29 giorni”, ci tiene a precisare il presidente della Regione Eugenio Giani: “Nel momento in cui tutti si lamentano delle lungaggini della pubblica amministrazione vedere realizzata la prima struttura Centro Covid d’Italia in meno di un mese, e per 192 posti letto, è per noi un grande orgoglio perché si tratta non di un ospedale da campo, ma di una struttura duratura. E’ la dimostrazione che di fronte all’emergenza sanitaria si può rispondere nell’interesse generale della cittadinanza”.
Compresi i corridoi dove sono previste postazioni di emergenza, i due piani della struttura possono ospitare fino a 192 letti di cui 10 di subintensiva. Da lunedì 14 dicembre, arriveranno i primi venti pazienti seguiti da 10 oss, 9 infermieri e 6 medici messi a disposizione dall’Asl Toscana Centro che ne ha assunto ad hoc rispettivamente 3, 7 e 4 unità).
Giani ha rivolto un ringraziamento speciale a molti dei presenti: il direttore di Inso, Luca Dal Fabbro, che ha effettuato i lavori, il responsabile regionale della Protezione civile, Giovanni Massini, i tre direttori generali delle Asl presenti, Paolo Marchese Morello, Antonio D’Urso e Letizia Casani (foto qui di seguito), e gli altri assessori regionali arrivati per l’inaugurazione, Serena Spinelli, Stefano Ciuoffo e Stefano Baccelli, insieme a Giovanni Bruno, commissario straordinario Inso e Mario Fiorentino direttore generale del Ministero dello sviluppo economico.
“E’ stato – ha poi proseguito Giani – un vero lavoro di squadra. Noi abbiamo pensato a realizzare una struttura vera, che rimane e va ad arricchire il sistema sanitario regionale. A mio giudizio siamo di fronte ad un esempio per tutti, che può vivere non solo per assistere, ma anche in una dimensione di sperimentazione e ricerca. E’, insomma, un’opera che arricchisce, frutto di uno straordinario sforzo operativo che ha coinvolto tutti. La Toscana mostra oggi una struttura che può far sentire i suoi cittadini in buone mani. Stiamo affrontando in modo strutturale l’emergenza rappresentata dalla pandemia”.
Soddisfatto anche il sindaco Matteo Biffoni, nonostante le perplessità iniziali, anche perchè alla fine della pandemia, la struttura non tornerà alla sua funzione originaria (start up e ricerca) ma resterà sanitaria valorizzando i 5 milioni di euro investiti per la trasformazione lampo. Le ipotesi al vaglio sono numerose: potrebbe essere la nuova sede dell’hospice, oppure della dialisi o anche dell’area di ricerca della medicina nucleare. Numerose ma precoci. Prima di pensare al futuro, è necessario sconfiggere la pandemia ossia la causa che ha portato la Regione a trasformare quasi 3mila metri quadrati di edificio industriale di proprietà (gestito dalla partecipata Sviluppo Toscana) in una struttura per malati Covid non acuti. “Non nego che a un certo punto della seconda ondata ho avuto paura. – ha detto il primo cittadino pratese – Con strutture come questa e con l’ampliamento del Santo Stefano mi sento più sicuro anche se spero che vengano utilizzate pochissimo perchè significherebbe che la battaglia contro il Covid volge al termine. Nel caso, entrambi gli interventi resteranno a beneficio della collettività”.
A proposito. Al termine dell’inaugurazione Giani si è spostato al Santo Stefano (foto seguente) per un sopralluogo al cantiere di ampliamento dell’ospedale sfruttando le ali presenti all’estremità del suo perimetro per creare ulteriori 60 posti letto Covid. L’inaugurazione dovrebbe tenersi il 19 dicembre. Saranno attivati subito 25 letti (ala fronte rotatoria) con l’assunzione di 14 infermieri, 15 oss e 5 medici. Gli altri saranno aperti modularmente in base all’andamento dell’epidemia. Alla fine di tutto tale ampliamento sarà utilizzato per gli ambulatori e per oculistica.
Alla fine delle feste natalizie, il 9 gennaio, dovrebbe essere pronta anche la seconda struttura allestita al Creaf per circa altri 120 posti Covid. Alle strutture pratesi se ne aggiunge una extra Asl Toscana centro: il Campo di Marte di Lucca con altri 150 posti letto a servizio della costa. Se nel momento di picco ci sono stati oltre 2.200 malati covid ricoverati, a breve la Toscana potrà quindi contare su oltre 500 posti letto in più, così da gestire in sicurezza anche una eventuale terza ondata. “Un cuscinetto importante dalla doppia funzione: valvola di sfogo in caso di ondate imponenti di contagi, e posti ordinari nei momenti di calo. – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Simone Bezzini -Nelle prossime settimane puntiamo ad alleggerire le 46 strutture ospedaliere presenti in Toscana e a far ripartire le attività sanitarie no-covid”.
La prima a mettere piede al Creaf, oltre un mese fa, per valutare la fattibilità dell’intervento è stata l’assessore regionale alla protezione civile Monia Monni: ““Quello che lanciamo oggi è un segnale grandioso. Abbiamo realizzato questo vero e proprio ospedale in un solo mese. Sarà in funzione da lunedì prossimo, quando qui arriveranno i primi venti pazienti e via via lo utilizzeremo per alleggerire la pressione sulle altre strutture del Sistema ospedaliero, che in questo modo potrà tornare a svolgere le prestazioni ordinarie, dopo che purtroppo siamo stati costretti a sospenderle”

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