CENTRO PEGASO, IL CENTRODESTRA ATTACCA

Prato Eleonora Barbieri 16 Aprile 2021 70 Nessun commento

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Gli oltre trecento letti ospedalieri parcheggiati al secondo piano dell’edificio 1 dell’ex Creaf in attesa di essere utilizzati se e chissà quando sono stati un pugno nello stomaco per la delegazione dei gruppi di centrodestra in Consiglio regionale (Marco Landi portavoce dell’opposizione e i capigruppo di Lega e Fratelli d’Italia Francesco Torselli ed Elisa Montemagni) che ieri hanno effettuato un sopralluogo nella struttura Covid allestita nell’immobile industriale di via Galcianese alla presenza dei vertici dell’azienda sanitaria. Quei letti infatti, sono l’emblema del potenziale inespresso del Creaf e di conseguenza di un investimento di 5 milioni di euro poco fruttifero daparte della Regione. Senza l’aumento del personale infatti, lo spazio di degenza non può essere ampliato. Al momento sono stati attivati 60 letti di cui …occupati mentre l’edificio è stato dimensionato su 192 letti. Nel “parcheggio” dei letti ci sono anche i circa 130 dell’edificio 2 che all’ultimo momento è stato trasformato in centro vaccinale come è ben noto. “I numeri della pandemia a Prato e la pressione sulle strutture sanitarie del territorio – spiega Marco Landi, portavoce dell’opposizione – meritano un’attenzione particolare e qualche riflessione. Perché il sospetto che la Giunta regionale non abbia fatto quanto necessario per farsi trovare pronta in caso di una prevedibile nuova ondata resta. Mi riferisco in particolare all’ex Creaf, una struttura costata 5 milioni e che ad oggi può ospitare al massimo 60 pazienti. Circa 80mila euro a letto, nonostante la possibilità di aumentare il numero dei degenti, a causa di una non adeguata dotazione di personale, solo in questi giorni potenziata”
Come anticipato da Notizie di Prato tg, l’Asl Toscana Centro sta assumendo nuovo personale sanitario da destinare al Creaf per poter attivare altri 20 letti. Ebbene, grazie anche all’aggiunta di operatori Usca, è notizia di oggi l’incremento di altri ulteriori venti letti che porterebbero a 100 la capienza disponibile dell’edificio 1. Questo permetterebbe all’Asl di ridurre fino a esaurimento i letti Covid allestiti alla palazzina del vecchio ospedale che quindi tornerebbe a essere interamente destinata alle cure intermedie No Covid per un totale di 48 letti. Un’operazione da fare per step entro la fine del mese.
“A novembre – spiega il consigliere Marco Stella di Forza Italia, assente ieri per improrogabili impegni – posi una questione: in previsione di una probabile nuova ondata non un dito era stato mosso per aumentare il numero di letti negli ospedali, tanto da costringere a inaugurare in tutta fretta nuovi padiglioni ospedalieri come il Creaf di Prato, senza però porsi il problema di come trovare nuovi medici e infermieri. Nonostante la buona volontà dei professionisti impegnati, la sensazione è che poco sia cambiato in questi cinque mesi”.

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