CHIRURGIA VERSO RITORNO A NORMALITÀ, ECCO LE MISURE ADOTTATE

Prato Eleonora Barbieri 19 Maggio 2021 84 Nessun commento

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Con il progressivo arretramento dei ricoveri Covid, il Santo Stefano torna lentamente alla normalità. La priorità assoluta è smaltire il carico accumulato sul fronte degli interventi chirurgici programmati non oncologici che sono stati necessariamente ridotti al minimo perchè spazi e personale sono stati dedicati all’emergenza Covid. Sarà quindi, un’altra estate di intenso lavoro per i settori chirurgici che grazie a un potenziamento della chirurgia ambulatoriale e della sinergia con il privato accreditato, sono riusciti a garantire gli interventi programmati oncologici e comunque di classe A, oltre che le urgenze.
Abbiamo fatto il punto con i due responsabili del settore, Antonio Sarno, direttore della struttura complessa di Otorinolaringoiatria e Stefano Cantafio, direttore facente funzione della chirurgia generale.
L’organizzazione è orizzontale con gli ospedali dell’azienda in rete per sfruttare al massimo spazi e professionalità. Per quanto riguarda gli interventi complessi oncologici, il Santo Stefano è hub centrale per il testa collo di cui Sarno è considerato uno dei massimi esperti a livello internazionale. “Tutti i tumori dalla clavicola in su in pazienti dell’area vasta vengono operati qui. – spiega Sarno – Per la cosiddetta oncologia minore e la patologia non oncologica urgente, ci avvaliamo, invece, della collaborazione con Villa Fiorita”.
Per la chirurgia generale, oltre a Villa Fiorita, è entrata in campo anche Villa Donatello a Sesto Fiorentino. “Lì abbiamo portato i pazienti oncologici di chirurgia maggiore per aumentare la nostra capacità di risposta. – spiega Cantafio -Parliamo di interventi sul colon e sullo stomaco. E abbiamo continuato la collaborazione con Villa Fiorita dove vengono operati soprattutto i pazienti in chirurgia senologica. In questi ultimi mesi abbiamo aggiunto anche un’attività di chirurgia minore. Ad esempio ernie inguinali, calcolosi della colicisti e altri tipi di interventi che effettivamente in questi mesi avevano visto un’interruzzione della normale attività e dei numeri che facevamo in questo ospedale due anni fa”.
E’ importante precisare che il privato ha messo a disposizione spazi, infermieri e anestesisti. Il resto è Asl. In sostanza c’è una compenetrazione tra pubblico e privato: “Siamo sempre noi a operare. – chiosa Sarno – Lo strumentario è sempre il nostro”.
Proprio per colmare la mancanza di anestesisti, è stata adottata una nuova tecnica chirurgica per effettuare le ernie inguinali più semplici con la sola anestesia locale in modo da alleggerire la lunga lista di attesa: “Si chiama chirurgia ambulatoriale complessa. – prosegue Cantafio – Abbiamo selezionato i pazienti e creato da gennaio sedute doppie ogni sabato. Vengono dimessi la stessa mattina dell’intervento. Ne abbiamo già operato un centinaio che altrimenti avrebbero dovuto aspettare la ripresa ordinaria dell’attività”.
Non solo. Sul programmato non urgente è stato previsto un costante e diretto monitoraggio dei casi in lista in modo da intervenire prontamente in caso di peggioramento: “Scatta il ricovero diretto, senza passare dal pronto soccorso, in accordo con il chirurgo e il bed manager per l’occupazione dei posti letto. Il tutto, ovviamente preceduto da tampone. L’intervento avviene nell’arco delle 24-48 ore successive”.

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