CONTO ALLA ROVESCIA PER LA RIAPERTURA DEI RISTORANTI

Prato Alessandra Agrati 16 Maggio 2020 55 Nessun commento

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L’incertezza sulla data di riapertura di bar e ristoranti e il continuo rincorrersi di voci ufficiose, ha fatto crescere l’irritazione di baristi e ristoratori.
A preoccupare non tanto i protocolli sulle distanze di sicurezza, quanto l’organizzazione del lavoro e la gestione delle scorte che hanno bisogno di tempi più lunghi. E così in pochi saranno pronti a ripartire lunedì 18 maggio “Questo balletto sulle date e sui protocolli – spiega Simona Marinai de Le Barrique – non ci permette di riaprire in sicurezza e quindi preferiamo comunque aspettare l’ il 1 giugno per avere il tempo di lavorare con calma e seguendo le indicazioni dei protocolli che dovrebbero essere ufficializzati a breve, Infatti”. Anche per Massimo Cosmo del Chicco d’Uva, il posticipo è una sicurezza: “Così non si può lavorare c’è tutta un’organizzazione anche del personale che deve essere gestita. Inoltre con queste condizioni è decisamente anti economico riaprire, sicuramente aspetteremo i primi di giugno a riprendere il servizio ai tavoli”.
Tempi più rapidi, invece, per Le Logge che pensano di poter riprendere il servizio ai tavoli entro la metà della prossima settimana. “Oggi è sabato e sembra che si possa riaprire da lunedì – spiega Alessio Unicori – ma nel mezzo c’è il fine settimana, giorni in cui è difficile riuscire a contattare i nostri fornitori per avere un minimo di scorte, e anche sulla sanificazione ci sono problemi per trovare una ditta che sia disponibile. Inoltre dobbiamo anche istruire il nostro personale sui comportamenti da tenere, e per ora non abbiamo documenti ufficiali”.
Anche a I Frari la saracinesca si alzerà probabilmente martedì, prima è impossibile “Anche se oggi venisse ufficializzata la data di lunedì – spiega Francesco Fratini – non potremmo iniziare il servizio prima di mercoledì. Dobbiamo studiare i protocolli per posizionare i tavoli, e questi documenti per ora non ci sono, poi bisogna sanificare, rifornire il magazzino, capire quante persone potranno venire a lavorare. Insomma, per ripartire non si deve solo alzare il bandone, ma c’è tutto un lungo lavoro dietro”
C’è anche chi il 18ì potrebbe riprendere l’attività “Le condizioni di lavoro che si prospettano sono penose – spiega Tommaso Degli Angeli di Da Tommy – ma ci atteniamo alle regole, abbiamo sempre lavorato con i turni nel fine settimana e lo faremo anche durante i giorni feriali. Integreremo al servizio d’asporto qualche seduta. Anche per sollevarci il morale”.
Tanta incertezza anche per i bar che oltre alle colazioni propongono anche gli aperitivi. “In queste condizioni si lavora male – spiega Alfredo Dolfi del Caffè Buonamici – siamo a sabato mattina e non sappiamo ancora se dobbiamo richiamare il personale e come organizzarci. Sicuramente non saremo pronti per lunedì mattina, mancata l’ufficializzazione della data e delle modalità con cui servire”.

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