CROLLANO LE ISCRIZIONI AI CORSI DI NUOTO

Prato Alessandra Agrati 28 Settembre 2020 71 Nessun commento

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Prato da sempre è stata una città con la passione del nuoto, ma il Covid ha ribaltato la situazione: da giugno i corsi di nuoto sono ripartiti, da poche settimane anche quelli per i bambini, ma le iscrizioni sono calate del 40% mettendo in difficoltà le associazioni sportive, già duramente provate dalla quarantena.
Da una parte le normative anticovid prevedono meno nuotatori in una corsia, a parità dei costi sostenuti, dall’altra c’è ancora molto timore a ritornare in vasca. A rendere più complicata la situazione la non riapertura della piscina di viale Galilei dove si concentrava la maggior parte dei nuotatori.
“I protocolli sicuramente non invogliano le persone a venire a nuotare – spiega il presidente del Csi Vinicio Pagli – visto che è necessaria un’autocertificazione di buona salute ogni volta che si accede alla piscina, inoltre negli spogliatoi non ci si può lasciare né vestiti né borse. Sicuramente un disagio, che per le persone più anziane si aggiunge alla paura di un contagio. Tutto questo ha impattato anche sugli insegnanti, per scelta abbiamo deciso di farli lavorare tutti, ma ovviamente con meno ore”.
Situazione analoga anche al Cgfs, che da quest’anno gestisce soltanto i corsi per bambini lasciando a Csi e a Uisp quelli per adulti.“I corsi sono iniziati da 15 giorni – spiega Beatrice Becheri direttrice del Cgfs – ma per la prima volta non abbiamo il tutto esaurito, alcuni corsi non sono partiti per mancanza d’iscrizione, altri non sono completi e così per ora lavorano soltanto i dipendenti”. I disagi avvertiti dalle famiglie, questa volta, riguarda l’organizzazione degli spazi, visto che la presenza dei genitori negli spogliatoi è limitata, ma anche quella degli orari. “Con le uscite dalle scuole scaglionate – spiega Becheri – è anche difficile organizzare gli orari dei corsi in modo da soddisfare tutti. Ci stiamo impegnando, ma non è una situazione facile”
Difficoltà anche per la Uisp dove i corsi ripartiti sono pochi e soprattutto con l’utilizzo dei bonus emessi dopo la chiusura prevista durante la quarantena. “L’80% degli iscritti – spiega la direttrice Arianna Nerini – utilizza i voucher e quindi per ora gli incassi sono minimi, per avere il pareggio delle spese ci devono essere almeno 5 iscritti ad un corso, diversamente non c’è la copertura economica e purtroppo in molti hanno deciso di aspettare ancora un po’ visto che, comunque, le prescrizioni sono molto rigide”. Intanto i dipendenti dell’Uisp. che lavorano negli uffici, continuano ad utilizzare alcune ore di cassa integrazione, mentre per gli insegnanti di nuoto è attiva una rotazione sui corsi in modo da cercare di far lavorare tutti.

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