Degrado e rifiuti, la denuncia dell’imprenditrice Pinori: “Non parlateci di marketing territoriale, mi vergogno a invitare i clienti nella mia azienda”

Prato Nadia Tarantino 20 Giugno 2024 59 Nessun commento

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Una strada dissestata, piena di spazzatura, parcheggio di auto e furgoni abbandonati e in qualche caso trasformati in posti letto. Una strada che ha un solo biglietto da visita: l’incuria. Benvenuti in via Gestri, traversa di via di Gello che porta a San Giusto. “Qui regna il degrado – l’amaro commento di Raffaella Pinori della Pinori Filati, storica azienda di filato per maglieria, qualche decina di dipendenti e un volume di investimenti costante negli anni – questa strada è dimenticata, abbandonata. Ci vergogniamo a invitare e a portare i nostri clienti nonostante una sede importante, bella, progettata anche nell’ottica di un rilancio della zona. La cornice, purtroppo, è quella che vedete e in un periodo in cui si parla tanto di sostenibilità, di immagine e di attenzione all’ambiente, capite che per noi non è facile”. E se in via Gestri la desolazione si tocca con mano, non va per niente meglio in via Sabadell, dove ha sede un altro stabilimento della Pinori Filati. La cartolina è vista e rivista: cumuli di sacchi neri, pieni di scarti tessili, lasciati a dispetto dei controlli, delle telecamere di sicurezza, delle minacce di conseguenze per chi abbandona i rifiuti e fa di strade e piazzole discariche abusive a cielo aperto. “Paghiamo profumatamente la gestione e lo smaltimento dei rifiuti che produciamo – dice Raffaella Pinori – e poi ci troviamo in mezzo a situazioni che sono deprimenti: sporco e spazzatura davanti alle nostri sedi, alle nostre come a quelle di altri imprenditori che rispettano le regole”.
Raffaella Pinori non ne fa solo una questione legata alla necessità di una maggiore e più incisiva azione di controllo e repressione da parte dell’amministrazione comunale (“questo è un tema che per forza il Comune deve prendere in carico”), ma anche dell’immagine della città in Italia e all’estero: “Le città degradate e piene di rifiuti – spiega – non sono spendibili da un punto di vista del marketing territoriale né del marketing delle aziende che operano sul territorio. Il rispetto dell’ambiente, il rispetto delle regole del lavoro, la cura degli spazi, la pulizia dei luoghi sono argomenti su cui si è sviluppata una grande sensibilità ed è forte l’imbarazzo quando i nostri clienti vengono a trovarci. Vale per la sede di via Gestri e vale per il capannone in via Sabadell, in pieno Macrolotto 2, una delle aree industriali italiane con il costo al metro quadrato più alto. Contro il degrado – conclude l’imprenditrice – si potrebbe fare molto di più e molto di più si potrebbe fare per contrastare l’abbandono dei rifiuti e per richiamare al rispetto delle regole tutte le aziende. Tutta la comunità deve fare la propria parte”.

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