DIFFAMAZIONE A SINTI, STOP A PROCESSO A DONZELLI (FDI)

Prato Nadia Tarantino 7 Aprile 2022 74 Nessun commento

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Potrebbe venire cancellato il processo a carico del deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, imputato di diffamazione aggravata dall’odio razziale per le frasi pronunciate durante la visita al campo nomadi di San Giorgio a Colonica il primo marzo 2019. In extremis, ad appena una settimana dalla prima udienza fissata il 15 aprile davanti al tribunale di Prato, la Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati, riunita in seduta plenaria ieri, mercoledì 6 aprile, ha votato all’unanimità per l’insindacabilità, negando di fatto il via libera al processo all’onorevole Donzelli.
Una decisione che arriva in ritardo rispetto ai tempi della giustizia pratese che dopo non avere ricevuto risposta alla richiesta di autorizzazione inviata lo scorso 15 novembre, aveva fissato la data del dibattimento. Tortuosa la strada burocratica che ha generato l’intoppo: pare, infatti, che il solo fatto di dare cenno di aver ricevuto e preso in carico la richiesta di autorizzazione, basti – nella consuetudine – a bloccare qualsiasi altra iniziativa degli uffici giudiziari fino alla decisione della Giunta per le autorizzazioni. Il termine dei 90 giorni entro i quali deliberare, è di tipo ordinatorio, vale a dire che la scadenza, anche se superata, non prevede conseguenze.
Si tratta ora di capire se il tribunale imporrà la decisione di processare Donzelli o se il procedimento sarà cancellato dall’elenco dopo il giudizio di insindacabilità espresso dalla Giunta per le autorizzazioni, organo composto dalla rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari. Il tribunale potrebbe fare anche altro, e cioè sollevare davanti alla Corte Costituzionale una questione relativa al conflitto di attribuzioni di poteri dello Stato. A decidere che il parlamentare pratese dovesse rispondere del reato contestato fu il giudice delle udienze preliminari accogliendo l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla procura; ad opporsi furono i Sinti, assistititi dall’avvocato Alessandra Artese, che convinsero che le dichiarazioni di Donzelli avevano travalicato il suo ruolo di parlamentare, sfociando nella diffamazione. Il destino di Donzelli si deciderà definitivamente a giorni ma la decisione della Giunta per le autorizzazioni ha un suo peso. Fu una visita molto vivace quella al campo nomadi di San Giorgio, con tanto di diretta Facebook sulla pagina del parlamentare e con la registrazione di ogni suo passo e soprattutto di ogni sua parola da parte dei residenti a cui andarono di traverso certe affermazioni che li indicavano come ladri. Affermazioni che il giudice delle udienze preliminari non ritenne espressione di un pensiero riconducibile all’esercizio della funzione parlamentare. Donzelli si è sempre difeso sostenendo di essersi occupato a più riprese del tema dei campi nomadi e che, dunque, quella fu una visita in veste di parlamentare e perciò coperta da immunità. Una tesi più volte richiamata dai colleghi della Giunta che hanno assoggettato il procedimento penale al lavoro svolto dall’onorevole pratese di Fratelli d’Italia.

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