DISTRETTO PRONTO A RIPARTIRE, MA ULTIMA PAROLA È DEL GOVERNO

Prato Eleonora Barbieri 17 Aprile 2020 43 Nessun commento

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Avanti tutta con la riapertura del distretto tessile prima del 4 maggio. Quando è ancora presto per dirlo ma molti sono convinti che sarà la prossima settimana, tra il 21 e il 24 aprile.
Sarà il governo a decidere. Non ci sarà alcuna fuga in avanti del presidente della Regione Enrico Rossi che invece solleciterà la decisione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, forte di provvedimenti di sicurezza più stringenti di quelli che stanno seguendo le aziende già aperte che imporrà in Toscana con una specifica ordinanza. Nel frattempo Prato fa la sua corsa con un protocollo sulla sicurezza che è in fase di definizione da parte dei rappresentanti delle imprese e del sindacato e che potrebbe essere presentato alla Prefettura, alla stessa Regione Toscana e quindi al Governo. Un modo per fare ulteriore pressione sull’esecutivo ma anche per farsi trovare pronti quando arriverà il tanto atteso giorno della riapertura.
Questo modus operandi è stato presentato questa mattina, 17 aprile, in videoconferenza ai parlamentari e ai consiglieri regionali del territorio e all’assessore regionale Ciuoffo, dal sindaco Matteo Biffoni e dall’assessore Benedetta Squittieri alla presenza delle parti sociali. “Ricordiamo ancora una volta che stiamo affrontando una pandemia, con numeri anche a livello nazionali che tutti conosciamo e che ci devono ricordare ogni giorno che la tutela alla salute pubblica deve restare al primo posto – sottolinea il sindaco Matteo Biffoni -. Premesso questo, in questi giorni abbiamo lavorato perché da Prato arrivi alla Regione e al Governo un protocollo già condiviso tra sindacati e associazioni di categoria per una riapertura in sicurezza delle aziende di tutta la filiera, perché il distretto riparte se garantiamo che tutte le sue parti possano riaprire in contemporanea, e di tutte le dimensioni, sostenendo le imprese più piccole nell’approntare i protocolli di sicurezza. Dobbiamo considerare che i numeri di Prato registrano un contagio molto sotto la media nazionale e regionale legato ai provvedimenti di chiusura e a un comportamento fino ad ora abbastanza corretto da parte dei cittadini – ribadisce Biffoni -. Adesso dobbiamo quindi lavorare perché questo dato resti stabile, si avvii a una fase di decompressione e quindi far ripartire il distretto con tutte quelle modalità di sicurezza che tutelino al massimo i lavoratori e le imprese. Per questo un protocollo fatto su misura delle caratteristiche del nostro distretto è lo strumento migliore per permettere alle imprese di ripartire e ai lavoratori di avere le massime garanzie di tutela della salute”.
Sul fronte del potenziamento della riapertura in sicurezza degna di nota è la proposta del consigliere regionale Nicola Ciolini che mette sul piatto la possibilità di trasformare momentaneamente il Piano Lavoro Sicuro in un Piano di Sicurezza Covid-19. “Utilizziamo le competenze e l’esperienza acquisita in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro dai tecnici della prevenzione di Asl per affiancare le aziende del distretto pratese negli adempimenti necessari alla riapertura. Una delle preoccupazioni principali emerse dal secondo incontro del tavolo sulle riaperture riguarda proprio come mettere tutte le imprese in sicurezza e come avere la certezza che i protocolli da seguire per evitare ulteriori contagi da coronavirus siano chiari a tutti e perfettamente recepiti. Già nelle linee guida relative all’emergenza Covid, emanate dalla Regione lo scorso marzo, si fa riferimento, in coerenza col decreto legislativo 81/08, all’attività dei tecnici prevalentemente indirizzata alla formazione e assistenza aziendale. Mi sembra dunque utile che siano gli ispettori Asl ad accompagnare ogni azienda nel percorso di adeguamento alle normative imposte dall’emergenza Covid-19 e ad occuparsi delle relative verifiche. In questo momento i controlli previsti dal Piano Lavoro Sicuro sono sospesi, quindi ci sono almeno 40 tecnici della prevenzione disponibili sul territorio. Questo tipo di controlli non devono essere mirati a sanzionare le imprese, ma ad aiutarle. Se però verranno individuate aziende che hanno riaperto senza rispettare alcun protocollo servirà mano ferma: dovranno essere immediatamente chiuse per tutelare la salute pubblica. Altro punto importante a cui dare risposta riguarda l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale. Vedo positivamente la proposta di creare una centrale unica di acquisto per tutto il distretto, che possa anticipare i soldi necessari per evitare problemi di liquidità alle singole imprese e distribuire alle aziende i presidi certificati e già verificati da chi è proposto ai controlli”.
“È necessario un accordo vero con la Regione Toscana – ha detto la consigliera regionale Ilaria Bugetti – che utilizzi tutti gli strumenti già in campo, ma che non dimentichi di dare una mano anche alle aziende più piccole o meno “forti” che non sono ancora pronte con la sanificazione e i dispositivi di protezione individuale. La vera sfida è infatti quella di preoccuparsi di tenere insieme, in quadro dignitoso, tutto il mondo produttivo, dai grandi ai piccoli. Sappiamo che per gli imprenditori toscani adesso è fondamentale non perdere i mercati internazionali. L’export infatti è per loro un capitolo cruciale, perciò dobbiamo accogliere il grido d’allarme che ci stanno lanciando e metterli in condizione, tramite un protocollo condiviso, di poter ripartire e non perdere mercati e quindi il lavoro”.

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