DON SPAGNESI LASCIA LA CHIESA ED EVITA PROCESSO CANONICO

Prato Nadia Tarantino 18 Ottobre 2022 73 Nessun commento

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Non ci sarà bisogno di incardinare il processo canonico: don Francesco Spagnesi, ex parroco della Castellina, ha manifestato la volontà di lasciare la Chiesa. Una decisione presa negli ultimi giorni, a poco più di un anno dall’arresto per aver importato droga dall’Olanda e averla ceduta agli ospiti dei festini che organizzava nell’appartamento del compagno, anche lui arrestato e anche lui, come l’ex parroco, condannato. Alla fine, l’ormai ex don Francesco Spagnesi, 41 anni, ha scelto di tornare allo stato laicale, concludendo così la sua storia di prete con la pena massima prevista dal processo canonico. L’ex parroco della Castellina, condannato a 3 anni e 8 mesi (avvocati Federico Febbo e Costanza Malerba poi sostituiti dal collega Antonio Bertei), comunicherà la sua decisione con una lettera alla Congregazione per il clero. Diventerà dunque solo materiale di archivio l’incartamento inviato dal vescovo Giovanni Nerbini alla Congregazione per la dottrina della fede della Santa Sede, l’organo che giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi contro la morale e contro la celebrazione dei sacramenti. Il vescovo, poche ore dopo l’arresto, prese due provvedimenti nei confronti dell’ex parroco: il divieto di celebrare la messa e di amministrare i sacramenti. Esattamente come è successo per il procedimento penale, anche quello canonico avrebbe contestato l’accusa di importazione e cessione di droga, insieme a quella di appropriazione indebita perché lo stupefacente veniva pagato con i soldi della parrocchia e con quelli della Misericordia di cui Spagnesi era correttore, e truffa per aver chiesto e ottenuto offerte dai fedeli con la scusa di aiutare le famiglie povere. Una mossa, quest’ultima, a cui Spagnesi fece ricorso quando il vescovo, venuto a conoscenza del motivo dell’ammanco di soldi dai fondi della parrocchia, bloccò il conto corrente. In tutto si parla di circa 200mila euro prelevati per far fronte all’acquisto dello stupefacente.
Il primo a finire in manette fu il compagno di Spagnesi, condannato poi a 3 anni e 2 mesi. Dopo pochi giorni toccò all’ex parroco. La polizia fermò i due a bordo di un’auto su cui fu trovato un flacone della cosiddetta ‘droga dello stupro’, una droga liquida, insapore, inodore e incolore.
A un anno di distanza, la vita di Francesco Spagnesi ricomincia a prendere forma grazie al percorso di disintossicazione e al ritorno all’Università, facoltà di Medicina, la stessa che lasciò una ventina di anni fa per indossare l’abito talare.

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