E’ ALLARME PER DUE FOCOLAI DI AVIARIA IN PROVINCIA DI PRATO

MONTEMURLO Claudio Vannacci 21 Febbraio 2022 107 Nessun commento

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L’allarme per l’influenza aviaria ha raggiunto anche la provincia di Prato. Due focolai sono stati individuati in altrettanti pollai domestici a Bagnolo, nel comune di Montemurlo, e a Vernio. La notizia è riportata nell’edizione di oggi de La Nazione, che sottolinea come l’Asl Toscana Centro con il dipartimento di veterinaria, sicurezza alimentare e prevenzione abbia già emesso un’ordinanza con le restrizioni per contenere la diffusione del virus. Le restrizioni riguardano tutti gli allevamenti – piccoli e grandi – che si trovano nel raggio da tre a dieci chilometri di distanza dai due luoghi dove sono stati rintracciati i casi di volatili infetti.
L’influenza aviaria è una malattia virale che colpisce per lo più gli uccelli selvatici che, di solito, non si ammalano, ma può essere molto contagiosa per gli uccelli domestici come polli, anatre, tacchini e altri animali da cortile.
“I casi evidenziati in provincia di Prato – spiega il dottor Luca Cianti, direttore del servizio veterinario dell’Asl – sono stati analizzati dall’istituto Zooprofilattico che ha evidenziato la presenza del virus H5N1, quello a più alta patogenicità. I focolai sono stati individuati in due pollai domestici e riguardano poche decine di animali, che ora saranno tutti abbattuti.
Focolai di aviaria sono stati trovati in allevamenti che si trovano nel nord-est dell’Italia, ma questa è la prima volta che vengono isolati anche in provincia di Prato.
L’ordinanza ha stabilito due fasce di rischio: una a tre chilometri dai siti dove si sono verificati i focolai (fascia di protezione) e una a dieci chilometri (fascia di sorveglianza). L’area è piuttosto estesa e riguarda non solo i comuni di Montemurlo e Vernio ma anche Cantagallo, Vaiano, l’area nord-ovest di Prato, Agliana, Montale e una parte di Quarrata. Stringenti i controlli da parte dell’Asl che cercherà di identificare e isolare subito eventuali nuovi focolai.
Al momento non è chiaro se il virus possa trasmettersi all’uomo, anche se ci sono stati casi di zoonosi per persone che erano a stretto contatto con i volatili. Ad ora sembra escluso il passaggio del virus da uomo a uomo, ma la storia delle epidemia insegna a prestare sempre la massima attenzione. Così l’allarme per l’aviaria è molto alto, non fosse altro per i danni che l’epidemia può provocare agli allevatori.

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