ELETTRICISTA FOLGORATO, CINQUE AVVISI DI GARANZIA

Prato Nadia Tarantino 21 Luglio 2022 128 Nessun commento

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Cinque indagati per la morte di Gianni Gesualdi, l’elettricista di 49 anni, di Montemurlo, folgorato mentre stava lavorando all’impianto elettrico del ristorante Tortellove, in via Tinaia, nel centro storico di Prato. A 48 ore dalla tragedia, la procura ha iscritto sul registro delle notizie di reato cinque persone alle quali viene contestata l’ipotesi di omicidio colposo. Un atto dovuto in vista dell’autopsia che sarà effettuata sabato nel reparto di anatomia patologica dell’ospedale di Pistoia dove la salma si trova.
Intanto, emergono altri dettagli dalle indagini e dagli accertamenti che i tecnici del Dipartimento prevenzione e igiene nei luoghi di lavoro della Asl stanno compiendo da martedì, giorno in cui l’elettricista, dipendente della Novelli snc con sede a Montale attiva nel settore degli impianti elettrici civili e industriali, è morto in seguito alla scossa elettrica. Un particolare su tutti: pare che la vittima, intervenuta nel ristorante insieme ad un collega, non indossasse i guanti isolanti quando si è verificato l’incidente. E’ un aspetto che gli investigatori stanno cercando di tradurre in ipotesi che spieghino il motivo per il quale l’elettricista sarebbe intervenuto a mani nude così come si cerca una risposta al perché non sia stato staccato l’interruttore generale. Una spiegazione potrebbe essere che il lavoro da fare non richiedeva necessariamente l’interruzione della corrente. In ogni caso, resta da accertare perché il salvavita non è scattato.
Il sopralluogo dei tecnici, già dalle prime battute, ha rilevato che il quadro elettrico era sotto tensione: non un dettaglio, ma un fatto con un suo peso.
L’esito dell’autopsia potrà dare indicazioni sulle cause esatte della morte e fornire elementi utili a ricostruire la dinamica dell’infortunio. La scarica elettrica è stata così forte da non lasciare scampo all’elettricista che è morto poco dopo l’arrivo all’ospedale Santo Stefano dove sono proseguiti i tentativi di rianimazione già praticati dai sanitari del 118. Tutto inutile.
Nella serata di ieri, mercoledì 20 luglio, i tecnici della Asl hanno consegnato alla procura una prima relazione, corredata da documenti e certificazioni, su quanto successo. La valutazione fatta dal magistrato ha determinato i cinque avvisi di garanzia e non è detto che l’elenco si chiuda qui: i destinatari, così come i familiari della vittima in qualità di parti offese, potranno nominare un consulente per seguire intanto l’esame autoptico e, via via e se ce ne sarà bisogno, tutti i passaggi dell’inchiesta.

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