FUNERALE ROBERTA BETTI

Prato Alessandra Agrati 24 Gennaio 2020 100 Nessun commento

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Prato saluta Roberta Betti con una duplice cerimonia, laica in teatro e religiosa in Duomo.
Questa mattina 24 gennaio al Politeama gli amici di sempre hanno ricordata “la signora che apriva i teatri” con l’impegno di proseguire sulla strada che la stessa Betti ha tracciato.
Interventi pronunciati davanti alla bara che è stata appoggiata sul palco, da dove per l’ultima volta idealmente, Roberta ha potuto guardare il suo teatro entrando sulle note della canzone che aveva scritto per la sua città “Se Prato non ci fosse”
Tanti i ricordi che si sono succeduti, tutti caratterizzati da una forte emozione, con lacrime trattenute a stento come quelle del sindaco Matteo Biffoni: “Sembra impossibile che sia successo, la mancanza di Roberta non sarà solo un problema per il teatro, gli amici e la famiglia, ma per l’intera comunità. Ora tutto diventa più complicato perché con lei tutto sembrava più semplice”
Commozione trattenuta a stento anche per Elvira Trentini, la compagna di una vita, che con Roberta ha condiviso tante battaglie. “A lei si deve anche la rinascita della Guido Monaco chiusa per mancanza di fondi. Mi ha messo nel cda e io continuavo a dirle: levami non ci capisco nulla. Che ci sto a fare? E la risposta è stata Assegni devi fare assegni”.
Un’ altra donna che faceva parte della famiglia di Roberta e Elvira è Simona Marchini direttore artistico della Scuola musical del Politeama : “Ogni tanto sentivo il bisogno di venire a Prato dalle mie donne, un solido punto di riferimento con cui ho condiviso tanto e ovviamente la passione per il teatro. Il Politeama deve continuare a vivere generosamente come ha fatto con lei, non può finire con la scomparsa di Roberta”
E di famiglia ha parlato anche il nipote Leonardo : “A te ci legava un rapporto di amore e timore un binomio inscindibile che però ci ha insegnato la via dell’indipendenza. Abbiamo perso la zia Roberta e guadagnato la zia Elvira, saremo il tuo bastone e tu il nostro scudo”
Un pianto dirotto quello di Lamberto Muggiani vice presidente del Politeama e compagno di scene da decenni: “Noi due eravamo innamorati e l’amore è condivisione, passione, coraggio e fedeltà”.
Sul palco anche Antonello Giacomelli che ha ricordato di quando era assessore al bilancio e Roberta andava a trovarlo in Comune: “Da lei tutti abbiamo avuto delle spazzolate, ma era fatta così era una pratese nel bene e nel male. Ora dobbiamo prenderci cura di questa grande eredità che ci ha lasciato”.
A chiudere la commemorazione Stefano Simmaco che alla presidente del Politeama deve in parte la sua carriera e la segretaria Laura Anastasia: “Negli ultimi anni ero un uffici ambulante lei chiamava in teatro e io mi precipitavo a casa sua con tutti i documenti. Poi quando la congiuntura astrale era quella giusta , con calma, si iniziava a lavorare. Tornavo al Politeama arrabbiata per il tempo perso, sbattevo le porte, ma poi Roberta mi chiamava e tutto spariva”.
La cerimonia laica si è chiusa con l’ Alleluya cantato dai ragazzi della Scuola di Musical.
Alle 15 in Duomo il funerale celebrato dal parroco don Luciano Pelagatti, tanti cittadini comuni ma anche esponenti del mondo politico, della cultura e del sociale.

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