GDF LIVORNO SMANTELLA OPERAZIONE CRIMINALE

Livorno Patrizio Ceccarelli 21 Maggio 2020 66 Nessun commento

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Lusingavano le proprie vittime promettendo guadagni facili ma in realtà gli unici a intascare il denaro, ben 1 milione di euro, erano loro: cinque componenti di un sodalizio criminale tra imprenditori e professionisti (compreso un notaio) che simulavano di poter piazzare all’estero case, alberghi e terreni il cui leader neanche con il lockdown ha smesso di godersi i fasti di una vita agiata, abitando una fantastica villa con piscina vicino al mare, nei pressi della Terrazza Mascagni di Livorno, oggi confiscata e acquisita al patrimonio dello Stato. Un blitz, quello odierno della Guardia di Finanza, coordinato dalla Procura e innescato dal gip del Tribunale di Livorno che ha emesso provvedimenti cautelari restrittivi, con l’arresto di quattro faccendieri, due in carcere e due ai domiciliari, e una misura a carattere interdittivo con cui viene inibita l’attività professionale del quintocomponentel’associazione a delinquere: il titolare di un importante studio notarile della città labronica. È l’epilogo di una complessa indagine, denominata “Operazione Limited”, diretta dalla Procura e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Livorno che ha disarticolato il sodalizio dedito alla commissione di truffe internazionali immobiliari (28 quelle accertate) e finanziarie ai danni di 53 tra imprenditori e privati cittadini che, in pratica, anticipavano decine di migliaia di euro di spese asseritamente necessarie a costituire società inglesi presso cui intermediare gli affari con facoltosi stranieri. Complessivamente sono 10 gli indagati per truffa, riciclaggio e associazione a delinquere. Alla base, una serie di denunce/querele presentate dalle 53 vittime delle condotte truffaldine che hanno messo in moto Procura e Fiamme Gialle, consentendo di individuare le responsabilità di 10 persone coinvolte nei 28 episodi di truffa realizzati a Livorno e in altre 10 località toscane, da Firenze a Casciana Terme, da Bibbona a Portoferraio, da Ponsacco a Fauglia, da Crespina Lorenzana a Riparbella, fino ad arrivare a Volterra e a Follonica. Ulteriori casi si sono verificati inoltre al di fuori della Toscana, in altre 8 regioni, dal Piemonte alla Liguria , dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia Romagna all’Umbria , fino in Campania e in Puglia. Per cinque dei dieci indagati è emerso il coinvolgimento attivo in una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla truffa, che operava attraverso schemi fraudolenti diversificati, adattati ai vari contesti.

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