GUERRA SU RIFIUTI: ALIA FA RICORSO AL TAR CONTRO ATO

Prato Eleonora Barbieri 12 Gennaio 2021 86 Nessun commento

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Scoppia la guerra sui costi dei rifiuti nel cuore della Toscana e la cosa strana è che su fronti opposti troviamo le stesse persone perché i sindaci soci di Alia Servizi ambientali sono gli stessi che compongono anche l’autorità d’ambito, nonché gli utilizzatori del servizio di raccolta e smaltimento.
Il pomo della discordia è rappresentato dall’applicazione di Ato Toscana Centro del nuovo metodo tariffario approvato da Arera, l’autorità nazionale di regolazione per l’energia, reti e ambiente.
Lo scorso dicembre Alia Servizi ambientali spa ha presentato ricorso al Tar contro Ato Toscana Centro per aver ritirato il proprio via libera al riequilibrio finanziario del 2018 e del 2019 per un totale di quasi 26milioni di euro. Soldi che la società di gestione dei rifiuti, partecipata dai Comuni dell’area metropolitana tra cui i sette pratesi, ha chiesto in nome di un contratto di servizio e di condizioni di gara non rispettate, tra costi di smaltimento lievitati a causa della mancanza di impianti previsti inizialmente e poi cancellati come l’inceneritore di Case Passerini, e investimenti fatti da Alia per implementare gradualmente il servizio. Soldi che lo scorso giugno l’assemblea dei sindaci di Ato ha accettato di pagare specificando anche le modalità di liquidazione. Nel corso dell’estate però è cambiato il direttore di Ato che a settembre ha annunciato prima una verifica di coerenza tra il contratto di servizio con Alia e il nuovo metodo tariffario Arera, e poi ha revocato la deliberazione di giugno. In sostanza, nel giro di pochi mesi Ato si è rimangiata quanto accordato sia in termini economici che di principio. I tentativi di mediazione sono risultati inutili e di conseguenza è rimasta da percorrere solo la via giudiziaria contro quella definisce “un’asettica applicazione del nuovo metodo tariffario”. Non viene quindi contestato il nuovo metodo in quanto tale ma una sua particolare declinazione da parte di Ato. Che i nuovi metodi tariffari di Arera abbiano bisogno di tempo per essere sviscerati e accettati, lo si intuisce anche dai malumori espressi dai sindaci in sede di assemblea Ato per l’approvazione dei Piani economici finanziari 2020 di ogni Comune avvenuta lo scorso 11 dicembre. Non c’è stata unanimità. Cinque i Comuni contrari e sei gli astenuti. Tra questi ci sono Cantagallo, Carmignano, Vaiano e Vernio. I loro Pef riportano aumenti di costo e nessuno dalla Ato ha saputo spiegare il perché. Grazie a una norma nazionale legata al Covid, il 2020 ricalcherà le tariffe del 2019, quindi quest’anno è schermato dai rincari. I maggiori costi saranno spalmati nel triennio successivo. Non è detto che si traducano in un ritocco della tariffa. La singola annualità potrebbe essere assorbita in parte o completamente nei successivi Pef e comunque il Comune potrebbe decidere di prenderli dalle proprie casse senza frugare in tasca ai cittadini. Va bene invece a Prato, Montemurlo e Poggio a Caiano che si vedono ridurre i costi. Nei primi due casi è merito della deassimilazione dei rifiuti tessili che continua ad avere effetti positivi sui conti comunali, mentre la riduzione del terzo dovrebbe essere legata alle dimensioni ridotte del territorio.

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