IL BLITZ NELLE BISCHE PER ARRESTARE IL “MEDIATORE” DELLE LITI NELLA COMUNITÀ CINESE

Claudio Vannacci 19 Dicembre 2019 97 Nessun commento

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Era finalizzato ad arrestare un personaggio di spicco della comunità cinese il blitz della polizia di ieri, 18 dicembre, in via Castagnoli dove è stata scoperta una bisca clandestina. Gli uomini della Squadra mobile, diretti da Gianluca Aurilia, cercavano, e hanno trovato, il 43enne Zhou Ji Li, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentata estorsione. L’uomo è anche il gestore della bisca di via Castagnoli e di un’altra sempre nella zona del Macrolotto Zero dove ieri, nel corso del blitz, i poliziotti hanno bloccato e denunciato complessivamente ben 55 persone, sorprese a giocare d’azzardo. Un’altra ventina sono riuscite a scappare, nonostante gli agenti delle Volanti avessero cinturato la zona. Uno dei giocatori, per sfuggire, si è anche gettato dal secondo piano, rimanendo ferito in modo serio. L’uomo si trova ora ricoverato a Careggi.
L’obiettivo dell’operazione era però Zhou, il cui nome è saltato fuori nell’ambito delle indagini alla guerra tra bande cinesi per il controllo della prostituzione che ha già portato a numerosi arresti in relazione a due gravi episodi: lo scontro con coltelli e pistole alle Cascine di Tavola e un pestaggio al Wall Art Hotel. Zhou è anche risultato implicato in un giro di vino di marca contraffatto che veniva esportato in Cina: bottiglie di vino comune spacciato per Brunello e Sassicaia, con la complicità di due italiani di Arezzo, denunciati per frode in commercio.
Tornando al ruolo di Zhou, che ha numerosi precedenti anche per reati gravi come il tentato omicidio, il procuratore Giuseppe Nicolosi e il capo della Mobile Gianluca Aurilia hanno usato la definizione “simil-mafioso”. L’uomo, infatti, godrebbe di un grosso prestigio all’interno della Comunità e si presterebbe a mediare e sanare conflitti tra diversi gruppi criminali. Nella fattispecie, avrebbe fatto da intermediario tra i due gruppi in lotta, facendo “scontare” da 30mila a 6mila euro la somma che uno ha poi effettivamente dato all’altro. “Un ruolo – ha spiegato Nicolosi – che conosciamo bene per dinamiche analoghe che avvengono in zone d’Italia dove la criminalità organizzata è molto forte”.
Tornando ai blitz nelle bische di ieri, i poliziotti hanno sequestrato circa 15mila euro in contanti e 250 bottiglie di vino adulterato e contraffatto con l’apposizione di etichette che richiamavano marchi noti. Zhou era appena tornato dalla Cina dove si era recato dopo aver avuto notizia della notifica di un’esecuzione pena per una vecchia condanna a un anno e 8 mesi. Secondo gli inquirenti, temendo di poter finire in carcere, era andato a sistemare i suoi affari.

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