IL CAMPO LARGO CONTRO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Toscana Chiara Valentini 4 Luglio 2024 48 Nessun commento

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Prove di campo largo per il futuro, magari proprio per le elezioni regionali, o fotografia unica e unico irripetibile. Vedremo. Certamente vedere insieme PD, Movimento Cinque Stelle e Italia viva è immagine inconsueta in Regione Toscana. Lo scopo è la firma delle due delibere per l’abrogazione della legge sull’autonomia differenziata che definisce le modalità con cui le regioni potranno chiedere di gestire alcune delle materie su cui al momento la competenza è dello Stato centrale. Insieme al combinato disposto della riforma sul premierato tale legge, è quello che ritengono tutte e tre le forze politiche, minerebbe le basi di equità democratica del Paese. Con l’approvazione delle delibere già nella prossima seduta del Consiglio, la Toscana si affianca quindi a Sardegna, Emilia Romagna, Campania e Puglia nel chiedere il Referendum abrogativo (servono almeno 5 consigli regionali, prevede la Costituzione all’articolo 75). La stessa Carta vieta tale istituto per alcuni tipi di legge e non è chiaro se quella sull’autonomia differenziata vi rientri. Per questo due delibere (una per l’abrogazione totale, l’altra parziale nel caso di veto costituzionale). L’approvazione è scontata ma è, appunto, il dato politico che colpisce. Soprattutto in una regione in cui il campo largo non ha mai avuto molto successo. Il tavolo specifico, va detto, presenta già tre sfumature diverse di campo largo. Il più possibilista per il futuro è il PD. Vincenzo Ceccarelli parla di fronte costituzionale oggi ma un domani…

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