IL DECRETO SOSTEGNI NON CONVICE INDUSTRIALI E ARTIGIANI

Prato Alessandra Agrati 24 Marzo 2021 65 Nessun commento

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Soddisfatti solo parzialmente imprenditori e artigiani per i 32 miliardi di euro assegnati alle imprese dal Decreto Sostegni. “Contiene misure positive – commenta Luca Giusti presidente di Confartigianato Toscana – come la maggiore attenzione alle piccole imprese e i pagamenti in tempi rapidi, ma la quantità di risorse stanziate deve aumentare.” Sulla stessa lunghezza anche Maurizio Sarti, presidente di Sistema Moda Confindustria Toscana Nord. “Siamo il secondo settore italiano in quanto a Pil e a posti di lavoro, eppure i contributi arrivati sono ancora pochi. Si rischia, quando ci sarà la ripartenza, di penalizzare il sistema impresa che più rappresenta l’Italia all’ estero”.
Con il governo Draghi è cambiato anche il criterio per conteggiare i ristori : vengono confrontati i fatturati medi mensili del 2020 e del 2019 a cui si applicano delle percentuali per determinare la misura dell’aiuto.
E’ ancora presto per il calcolo effettivo dei sostegni, ma secondo Confartigianato toccherà circa al 20% delle imprese associate e probabilmente il settore benessere sarà escluso, mentre i sostegni arriveranno al tessile ma effettivamente con cifre molto basse. Nella classe di fatturato tra i 100 e i 400mila (fonte Studio Professionale Biancalani), ad esempio se un artigiano nel 2019 aveva fatturato 200 mila euro nel 2020 lo ha dimezzato avrà un indennizzo di circa il 4,2 % pari a 4.200 euro.
Anche gli industriali non ridono con 4 milioni di euro nel 2019 e 2 milioni lo scorso anno si otterrà circa 50mila euro, che per una rifinizione corrisponde circa alla bolletta elettrica di un mese. A differenza dei Dpcm il Decreto ristori dovrebbe garantire una maggiore velocità nella riscossione (i moduli sono online) e il superamento dei codici Ateco, diventati famosi durante il lockdown come criterio spartiacque per l’apertura o la chiusura delle attività produttive.
“Prato rischia penalizzazioni gravi dall’impostazione del Decreto Sostegni -spiega il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini -. Molte imprese industriali potrebbero rimanerne escluse perché superano, magari di pochissimo, i 10 milioni di fatturato, oppure perché sfiorano soltanto, senza raggiungerlo, il 30% di calo di fatturato. Una quota, quest’ultima, probabilmente pensata per attività non strutturate, diverse da quelle industriali: molti comparti del manifatturiero hanno costi fissi elevati che non possono reggere contrazioni dell’attività anche ben inferiori a quelle sottese al Decreto Sostegni. Bisogna che per i futuri interventi che ci sia un ripensamento e, nel frattempo, che le maglie si allarghino per estendere i sostegni anche oltre i 10 milioni di fatturato
Intanto gli ordini per i lanifici arrivano a fatica frazionati e soprattutto sono richieste basiche, dove il contributo della fantasia e della creatività tipica di Prato è decisamente minimo, meglio i filati e la maglieria del settore lusso.
Al.Ag.

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