“IL DISTRETTO DELL’ILLEGALITÀ”, LEVATA DI SCUDI DELLA CITTÀ

Prato Eleonora Barbieri 22 Maggio 2021 120 Nessun commento

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“Non posso consentire che passi un messaggio falso sulla nostra realtà produttiva”. A parlare è il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, su tutte le furie, come le categorie economiche, per l’immagine di un distretto tessile sinonimo di illegalità e sfruttamento lavorativo, tra l’altro nell’indifferenza delle istituzioni cittadine, emersa dal servizio della trasmissione Piazza pulita andata in onda giovedì 20 maggio su La7.
“E’ ingiusto mettere dentro lo stesso sacco cinquemila aziende e trattarle tutte indistintamente come banditi. – prosegue Biffoni – abbiamo fior fiore di imprese che investono in ricerca e formazione, che assumono e che credono nella sostenibilità ambientale. Ecco in quel servizio sono state messe al pari di quelle che sfruttano. Si è gettato discredito e fango su tutto il settore con un danno d’immagine incalcolabile. Nessuno nega che ci siano sacche di illegalità. Lo sappiamo bene e da anni, anche con la Procura e la Regione, lavoriamo per combatterla nelle sue numerose forme. Tra l’altro siamo gli unici in Italia ad avere uno sportello contro lo sfruttamento del lavoro. Contestiamo quel servizio semplicemente perchè afferma falsità. Non lo posso accettare”.
Sia Biffoni che i vertici di Confindustria, hanno inviato un’email al vetriolo alla redazione di Piazza Pulita. Lettere in cui viene fatto a pezzi il servizio incriminato, punto per punto, e dove si invita il conduttore, Riccardo Formigli, a venire a conoscere davvero le aziende e l’impegno profuso da tutte le istituzioni. Confindustria si dice pronta alle azioni legali a tutela dell’onorabilità del sistema. “Siamo nel mirino. La storia recente del nostro distretto è costellata di crisi reputazionali dovute a frange più o meno estese di imprese che operano, nell’illegalità – dichiara il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini -. Di questo l’Unione industriale pratese prima, Confindustria Toscana Nord poi, è sempre stata consapevole. Le aziende oneste hanno tutto da perdere da situazioni del genere, ma abbiamo predicato nel deserto per anni, chiedendo che fossero fatti controlli alle aziende, sottolineando sempre che, nonostante la presenza di sacche particolarmente a rischio come quelle delle imprese cinesi, la vigilanza non doveva conoscere limitazioni né etniche né di altro genere”.
Confartigianato Imprese Prato chiede che la risposta sia corale e lancia una proposta ben precisa che va oltre l’episodio contestato: la convocazione urgente di un tavolo con tutti gli attori della vita sociale, economica e istituzionale della città per rispondere in modo unito e compatto “al pessimo servizio televisivo di La7” ma, più in generale, per mettere mano a un problema e a una lacuna che il nostro territorio soffre da decenni: l’incapacità di comunicare in modo corretto la propria realtà.
Proposta che trova subito l’appoggio del sindaco Biffoni e di Confindustria. Mancano all’appello solo i sindacati.

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