IL MERCATO DEL LAVORO A PRATO PER ORA TIENE

Prato Alessandra Agrati 21 Novembre 2022 29 Nessun commento

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Cresce l’occupazione, prevalentemente con contratti a tempo determinato e il numero delle imprese presenti nella provincia di Prato, diminuisce il ricorso alla cassa integrazione, dati positivi anche per l’export, ad eccezione dei tessuti, ma il saldo fra gli avviamenti e le cessazioni degli addetti resta però negativo. A dirlo i dati dell’ osservatorio del mercato del lavoro e della formazione nella provincia di Prato commissionati dal Co.Ge. F.I.S. (l’ente bilaterale formato da Confindustria Toscana Nord, Cgil, Cisl e Uil) e dal Comune di Prato al Pin.
“Il distretto – ha sottolineato Lorenzo Pancini presidente del Co.Ge. F.I.S. – dimostrano ancora una volta di essere dinamico sia per quanto riguarda gli avviamenti, sia per le cessazioni, non abbiamo ancora raggiunto l’equilibrio ma sono dati decisamente migliori rispetto al 2021. Paghiamo ancora gli effetti del covid e ovviamente i rincari energetici”.
Al 30 settembre in tutta la provincia risultavano attive 29.206 imprese, in crescita per tutti i settori ad eccezione del tessile (-1,54%) e del commercio al dettaglio (-0,98%), gli addetti sono cresciuti di 4mila unità (+3,94%), un trend che riguarda tutti i comportati: +2,48% per il tessile, + 5,96% per l’abbigliamento, + 8,06% per la meccanica, + 8,49% per le costruzioni, 1,94% per il commercio all’ ingrosso, 2% per quello al dettaglio, 7,52% per la ristorazione.
“I tempi determinati – spiega Enrico Fabbri ricercatore del Pin – sono il 50,65, seguiti a lunga distanza dagli indeterminati che raggiungono il 34,5%, bene l’apprendistato che registra un significativo aumento, segno che le imprese pratesi utilizzano questi contratti per risolvere i problemi del passaggio generazionale. Abbiamo rilevato anche un alto numero di dimissioni, circa il 30%, che va letto come un passaggio da un lavoro all’altro e quindi come segno di vitalità”
La maggioranza delle cessazioni dei contratti avviene per scadenza naturale mentre solo il 4,8% per motivi economici. Diminuisce del 93% il ricorso alla cassa integrazione, nonostante i problemi del rincaro energetico.
“Questo lavoro – ha sottolineato Benedetta Squittieri assessore alle attività produttive del comune di Prato – nasce grazie a un protocollo del 2021 che ripristina l’osservatorio del mercato del lavoro per avere dati provinciali e capire quali sono le reali prospettive”.
L’osservatorio infatti ha anche ipotizzato uno scenario futuro, analizzando i dati del sistema Excesior fra novembre 2022 e gennaio 2023: serviranno 6.490 addetti, di cui 2.520 per l’industria tessile dell’abbigliamento e della calzatura, 550 per i servizi alla persona. 310 per il commercio, 140 per l’edilizia.
“Ora si passa alla fase di contestualizzazione dei dati – ha sottolineato Fabia Romgnoli vicepresidente Co.Ge. F.I.S. – condividendoli con gli attori del distretto che conoscono le dinamiche del nostro distretto che resta molto complesso e pieno di sfaccettature”.

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