IL METASTASIO RIPARTE DA CONTEMPORANEA FESTIVAL

Prato Alessandra Agrati 10 Settembre 2021 14 Nessun commento

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La ventunesima edizione di Contemporanea Festival inaugura la stagione del teatro Metastasio più volte interrotta negli ultimi 18 mesi dalla pandemia. Dieci giorni, dal 17 al 26 settembre, con 25 spettacoli e 18 compagnie di cui 9 straniere caratterizzati da vari linguaggi artistici, dal teatro alla danza, unite dal comune denominatore del futuro e della forza della fragilità. “Come sempre abbiamo preso spunto dagli input che arrivano dagli astisti – ha spiegato il direttore artistico del Festival Edoardo Donatini – che durante la pandemia hanno elaborato concetti e riflessioni importanti, a cui abbiamo aggiunto anche quello della libertà”.
Gli spettacoli ruoteranno fra Metastasio, Fabbricone e Magnolfi. “Ripartiamo con i nostri spazi – ha spiegato Massimiliano Civica il futuro direttore del Metastasio – che sono stati ripensati e riorganizzati per continuare ad accogliere gli spettatori, uno sforzo importante che per ora abbiamo potuto condividere poco, ma ci auguriamo di recuperare per la prossima stagione”.
Chiusura delle sale , ma non delle produzioni : “Durante il 2020 – ha sottolineato Massimo Bressan presidente della Fondazione Metastasio – sono state 13mila le giornate lavorative, poco meno di quelle di un anno normale e il ricorso alla cassa integrazione è stato molto limitato”.
E proprio l’impegno verso i dipendenti e gli artisti è stato apprezzato dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune soci della Fondazione che hanno ribadito il loro impegno, anche per il prossimo anno, a sostenere il teatro. “Il metastasio – ha sottolinea Cristina Manetti – è un punto di riferimento per il panorama teatrale toscano e internazionale”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assesore alal cultura Simone Mangani: “Il Met è il fiore all’ occhiello per la città e la Toscana. Spero che il festival sia l’inziio di una lunga stagione”
Tra le compagnie straniere, c’è grande attesa per i ritorni della provocatoria performer francese Phia Ménard con un lavoro per sette danzatrici che nutre l’idea di sfida al potere patriarcale e della libera scelta dall’assegnazione dei generi (17 e 18 settembre), e del coreografo Boris Charmatz che giunge sempre dalla Francia per dare forma all’infinito con un ipnotico conto alla rovescia – da 120 allo 0 – interpretato da sei inesauribili ballerini risucchiati da una cacofonia di numeri (26 settembre).
Sul palco arriva anche la tedesca Eva Meyer-Keller che elabora un ampio ricettario per meticolosi omicidi di belle e polpose ciliegie (dal 17 al 19 settembre); il cecoslovacco Viktor Cernický con una performance che attua una riflessione fisica della filosofia di Leibniz attraverso un lavoro di costruzione, decostruzione e ricostruzione schizofrenica dell’Universo (18 settembre); la danzatrice e coreografa greca Lenio Kaklea che ricostruisce il paesaggio di una città attraverso gesti e abitudini invisibili, sociali o intimi dei suoi abitanti (19 settembre); l’artista ginevrino Simon Senn con una conferenza/spettacolo piena di domande esistenziali, legali e psicoanalitiche legate al fenomeno del motion capture (24 settembre); la coreografa svizzera Tabea Martin che sfrutta ingenuità e fantasia proprie dell’immaginario infantile per tematizzare giocosamente le comuni percezioni della vita dopo la morte (25 settembre); un assolo dell’artista e performer nata ad Amsterdam da genitori surinamesi Cherish Menzo che rivisita le modelle iper-sensuali protagoniste dei video delle canzoni hip-hop di fine anni ’90 e inizio 2000 per toccare temi attuali e discussi come le nuove forme di femminismo e di misoginia nella cultura hip-hop (26 settembre); una pièce della svizzera Teresa Vittucci che decostruisce metaforicamente il mito della Vergine Maria e smantella i codici di proprietà e di dominazione sessuale, pro e contro il capitalismo (17 settembre).
Un focus sulla coreografia italiana si accende con un assolo della coreografa Elisabetta Lauro sul tema della sovraesposizione alla luce fisica e metaforica (19 settembre); una coreografia di Luna Cenere che riporta al grado zero della vita una piccola comunità di corpi 19 settembre); un lavoro di Francesca Foscarini attorno a femminismo e libertà ispirato agli elementi rivoluzionari dell’estetica del punk-rock (23 settembre).
Contemporanea accoglie anche uno spettacolo della compagnia TPO sull’incontro di una ninfa con un satiro (dal 17 al 19 settembre); un appassionato monologo di Oscar De Summa che racconta il suo doppio viaggio, geografico ed emotivo, verso il paese natio per l’ultimo saluto al padre morente (dal 23 al 25 settembre); due operazioni di Maniaci d’Amore e Kronoteatro, la prima che analizza i meccanismi velenosi dei piccoli paesi, il violento maschilismo e razzismo che li guida e le logiche spietate della gogna pubblica (18 settembre), la seconda che riflette su come la debolezza umana possa trasformarsi in aggressività fornendo ad ogni spettatore in modo smart, interattivo e ironico un capro-espiatorio con cui sfogarsi (23 settembre); una performance di Elisa Pol che, in dialogo con Raffaella Giordano, riflette sulle corrispondenze tra paesaggio e individuo, tra spazi, odori e suoni dei luoghi e i loro intimi riflessi nell’animo umano (24 settembre); uno spettacolo di D’Amato/Stahly, scritto da Maurizio Braucci e Annalisa D’Amato e da lei diretto per osservare come il fenomeno del casting trasformi vite intere in forme di spettacolo (25 settembre).
Il festival quest’anno prevede anche due incontri, il primo legato al progetto School of Met con dedicato agli studenti nel giardino di palazzo Buonamici con sdraio, cuscini e cuffie wireless per l’ascolto di due podcast realizzati a partire da una serie di interviste a coetanei, conoscenti e perfetti sconosciuti sui temi della salute mentale e dei diritti in carcere (24, 25, 26 settembre). La rielaborazione dei podcast nella forma ibrida di un dj set dal vivo e in diretta streaming viene poi affidata all’emittente web Fango Radio (25 settembre). E, sempre a cura dei ragazzi della School of Met, ci sarà un incontro/lunch aperto al pubblico con lo scrittore, sceneggiatore e direttore artistico del progetto Arrevuoto Maurizio Braucci, la regista e drammaturga Annalisa D’Amato e le attrici e gli attori della loro particolare compagnia formata da professionisti e adolescenti napoletani (26 settembre).
Infine, è previsto l’incontro pubblico “Scritture del Dopo”, a cura di Lorenzo Donati, Maddalena Giovannelli, Rodolfo Sacchettini e Alessandro Toppi per riflettere sulla scrittura scenica, sulle modalità produttive e lo stile, le urgenze soggettive e la scelta di un argomento o di un tema, le modalità di fruizione e le incertezze, i fallimenti e le conquiste che sempre appartengono a un processo compositivo ed artistico. Tale riflessione sarà alimentata intrecciando vocazioni e percorsi, opere e identità di vari creatori e creatrici di narrazioni differenti, che operano altrove dalla scena – generando podcast e sceneggiature cinematografiche, pagine di letteratura o di poesia, docu-serialità televisiva, testimonianza fotografica (25 settembre).
Per tutta la durata del festival sarà attivo il Contemporanea Bistrot presso il Giardino Buonamici, a cura di Atipico.
Il programma è scaricabile dal sito del Metastasio

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