INCIDENTI STRADALI, COLPA DI TELEFONINI E CUFFIETTE

Prato Nadia Tarantino 3 Novembre 2021 77 Nessun commento

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Nel 2020 sono stati 675 gli incidenti con morti e feriti, l’85 per cento dei quali in aree urbane e per la maggior parte provocati dalla distrazione dovuta al telefonino, imputato numero uno, ma anche agli schermi touch ormai molto diffusi sulle auto e alle cuffie indossate da molti ciclisti e pedoni. Sei i morti, la metà di quelli registrati nel 2019, e 782 i feriti contro gli oltre 1.600 dell’anno precedente. Una decina le strade a più alto rischio: la Declassata al primo posto, seguita da via Pistoiese, via Roma, viale Galilei, via Filzi, via Bologna, viale Montegrappa, viale Fratelli Cervi. Ecco la foto dell’area pratese che emerge dallo studio condotto da Aci e Istat sull’andamento dell’incidentalità nel 2020, ‘anno drogato’ – per usare le parole del presidente provinciale Aci, Federico Mazzoni – dal lungo lockdown.
“Il numero degli incidenti – il commento di Mazzoni – assegnano a Prato un indice dei sinistri di 0,32, tra i più bassi in Toscana. Così come è il più basso della Toscana il numero delle vittime che, rapportato a quello degli incidenti, segna 0,89 contro una media regionale di 1,47. Ed è il più basso di tutte le province toscane anche il costo sociale pro capite legato ai sinistri: 192 euro e qualche centesimo, dato questo che mi spinge ad invitare le compagnie assicurative a rivedere gli indici di rischio visto che ad oggi siamo l’area che in Italia paga le tariffe più alte”.
Un morto tra i 133 ciclisti e nessuno tra i 104 pedoni rimasti coinvolti in incidenti: “Sono numeri che ci confortano ma – ancora Mazzoni – si può fare qualche passo in più per aumentare la sicurezza sulle strade”.
Gli sforzi suggeriti dall’Aci riguardano l’assetto della rete stradale, l’educazione degli utenti della strada sia che si tratti di pedoni, di automobilisti, di ciclisti, motociclisti o di utilizzatori di monopattino, ma anche un adeguamento delle risorse da destinare a tutto ciò che direttamente e indirettamente riguarda la gestione della mobilità. “La mobilità – ha spiegato Mazzoni, confortato dall’eco del direttore Claudio Bigiarini – deve essere progettata in modo organico e non con interventi spot che spostano il problema da un punto all’altro della rete stradale. Sono anni che chiediamo l’istituzione del bacino di mobilità, un’autorità sovracomunale e sovraprovinciale in grado di agire in un orizzonte più ampio”. Una proposta che combacia con una delle peculiarità del traffico pratese: quello cosiddetto di attraversamento. “Non c’è possibilità di incidere sulla viabilità autostradale così come su quella provinciale e regionale che pure incide tantissimo sul nostro tessuto – il commento dell’Aci – c’è una necessità di connessione di tutte le parti in causa”.

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