INFORTUNIO MORTALE, AUTOPSIA CONFERMA MORTE PER FOLGORAZIONE

Prato Claudio Vannacci 27 Luglio 2022 110 Nessun commento

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Morte provocata da folgorazione: questa la prima lettura ricavata dall’autopsia sul corpo di Gianni Gesualdi, l’elettricista di 49 anni, di Montemurlo, deceduto martedì della scorsa settimana nel ristorante Tortellove, in via Tinaia a Prato, dove stava eseguendo un intervento sull’impianto elettrico per conto della ditta di cui era dipendente, la Novelli srl di Montale.
L’esame autoptico è stato eseguito nella mattina di oggi, mercoledì 27 luglio, all’ospedale di Pistoia dal dottor Pierotti, medico legale incaricato dalla procura. Presenti i consulenti degli indagati e dei familiari della vittima. Sul registro delle notizie di reato, con l’accusa di omicidio colposo, sono stati iscritti i quattro soci della Novelli snc nella loro qualità di datori di lavoro (avvocati Betti e Nitto), la proprietaria dell’immobile in qualità di committente dell’intervento attraverso la società di cui è rappresentante legale (avvocato Orlandi), e un geometra responsabile di alcuni lavori fatti dentro il ristorante (avvocato Cini). I genitori e la sorella dell’elettricista sono assistiti dall’avvocato Belli. Servirà qualche settimana per conoscere tutte le risposte ai quesiti che la procura ha chiesto di sciogliere con l’autopsia. I primi elementi, comunque, confermerebbero la ricostruzione della prima ora: l’elettricista sarebbe morto in seguito ad una violenta scarica elettrica. Morte per folgorazione avvenuta praticamente sul colpo senza alcuna possibilità di riuscita dei prolungati tentativi di rianimazione iniziati dai sanitari del 118 e proseguiti al pronto soccorso. Resta in piedi, dunque, la ricostruzione frutto del sopralluogo del tecnici del Dipartimento dì prevenzione e igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl che, al momento dell’accesso al Tortellove, hanno trovato il quadro elettrico sotto tensione. Si tratta di capire se il lavoro che stava facendo la vittima necessitasse oppure no dell’interruzione della corrente e, al di là di questo, si tratta anche di accertare i motivi del mancato funzionamento del salvavita. L’esito dell’esame autoptico fornirà elementi per ricostruire meglio,la dinamica in tutte le sue fasi. Un resoconto che la difesa dei datori di lavoro della vittima approfondirà con l’acquisizione di documenti sanitari e con la richiesta alla procura di conoscere le carte necessarie ad avere una visione più completa del fatto.

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