LA CGIL PRESENTA IL PROGETTO PER IL RILANCIO DEL DISTRETTO

Prato Alessandra Agrati 4 Gennaio 2021 62 Nessun commento

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Un nuovo modello per il distretto tessile pratese fondato sull’aggregazione delle imprese, la lotta all’illegalità e allo sfruttamento dei lavoratori, l’economia circolare e la digitalizzazione che possa essere finanziato, in ogni sua fase, con le risorse del Next Generation Eu.
La Cgil ha presentato il progetto, “Ripensare Prato, il lavoro progetta il futuro” e ora aspetta la risposta di Confindustria Toscana Nord e delle associazioni degli artigiani. “Il nostro è un progetto più ampio che riguarda l’intera città e non soltanto l’attività manifatturiera – spiega Lorenzo Pancini segretario generale della Cgil – Però i tempi sono stretti, entro aprile va presentata una proposta per ottenere i finanziamenti e da qui siamo partiti ripensando a un nuovo modello caratterizzato da aggregazioni verticali e orizzontali, da una filiera che si allunga coinvolgendo anche l’abbigliamento e in particolare il settore del lusso, agganciandosi ad altri distretti limitrofi. Tutto nell’ottica del green dell’economia circolare, della digitalizzazione e nel rispetto della legalità e della tutela dei livelli occupazionali, in nove mesi si sono persi 1.500 posti di lavoro, sia per garantire la tutela sociale, ma anche per mantenere le competenze professionali.”
L’idea del sindacato si basa sull’aggregazione delle imprese orizzontali e verticali con patti precisi di garanzia degli ordini, fra committenti e terzisti, ma anche su un concetto di marketing territoriale e soprattutto sulla lotta contro il lavoro sommerso. Questo passaggio dovrebbe coinvolgere la Regione con l’impegno di garantire personale per il lavoro di backoffice in grado di recuperare l’evasione fiscale. “ Serve un piano integrato – ha spiegato Massimiliano Brezzo segretario Filctem Prato Pistoia- che contrasti lo sfruttamento del lavoro e dall’altro tuteli le vittime, da sempre chiediamo controlli mirati nelle tintorie. Per questo serve un aumento dell’organico comandato dalla Regione e finanziato con il recupero dell’evasione fiscale e dall’altra il permesso di lavoro per motivi di giustizia per chi ha il coraggio di denunciare. Se manca questa garanzia è difficile che arrivino le denunce”.
“Ripensare Prato, il lavoro progetta il futuro” coinvolge anche l’amministrazione comunale a cui si chiede una revisione dell’addizionale Irpef, la riduzione della parte variabile delle utenze domestiche, la proroga del blocco sfratti e contributi per l’affitto; misure che possono essere finanziate con i contributi previsti per i Comuni che denunciano situazioni di sfruttamento lavorativo.
Secondo la Cgil in un anno le richieste da parte dei lavoratori del redditto di cittadinanza sono aumentate dell’11,7%, mentre il sussidio medio è cresciuto del 7,8%.
Nella visione organica della proposta si chiede anche di rifinanziare il fondo per le competenze a cui possono attingere le aziende che si vogliono riorganizzare in alternativa alla cassa integrazione.

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