MARCO RIZZO, DAL MUGELLO ALLA NOSTALGIA DELL’URSS

MUGELLO Toscana TV 31 Agosto 2022 243 Nessun commento

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“Era dal 26 dicembre del 91 che avevo aspettato di stappare la migliore bottiglia che avevo” la frase sarebbe pure innocua, se il riferimento non fosse alla morte di un uomo, l’ex leader russo Mikhail Gorbaciov. A pronunciarla Marco Rizzo, riferimento dei Comunisti e oggi candidato con la lista Italia Sovrana e Popolare. A corollario della frase infelice, postata su Twitter, anche una foto con bottiglia di champagne. Perché il 26 dicembre? Perché in quella data, nel 91, finì l’unione sovietica, e con essa la guerra fredda. Una nostalgia che – evidentemente – marco rizzo ha covato per anni, e che oggi ha esternato attirandosi critiche e indignazione un po’ da tutte le parti.
E pensare che la sua carriera politica nacque proprio a Firenze, o meglio, in Mugello, uno dei collegi più vittime di paracadutismo estremo (in termini politici ovviamente). Il collegio sicuro, anche quando la sinistra era sicura di perdere, oltre a dare il via alla stagione di Di Pietro, vide anche affisso sui cartelloni – per ben due volte, nel 96 e nel 2001, proprio il volto del piemontese Marco Rizzo, candidato con rifondazione comunista. Insomma, per ben 2 legislature delle 3 che Rizzo è stato in Parlamento, il suo destino si incrociò con il Mugello, prima per il collegio alla Caamera e poi al Senato. Un luogo dove la cultura di centrosinistra è sempre stata fortemente radicata, una vera e propria garanzia per i partiti, anche per chi siglava patti di desistenza. Una tradizione, insomma, che nel caso di Rizzo si tramuta però in pura nostalgia. Canaglia.

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