MASSACRA DI BOTTE LA CONVIVENTE, CONDANNATO

Prato Nadia Tarantino 28 Maggio 2021 66 Nessun commento

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Ha subito ogni tipo di sopruso dal suo convivente geloso e possessivo: pugni e schiaffi, frustate e calci, e il corpo pieno di cicatrici perché usato come posacenere per spegnere le sigarette. Un inferno durato fino al 4 luglio dello scorso anno quando l’uomo, Shun Bingliang, cinese di 32 anni, fu arrestato dopo aver dato fuoco alle coperte del letto su cui la vittima, svenuta per le botte ricevute, si trovava. L’arresto, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, fu una liberazione per la donna, cinese di 46 anni, costretta a subire in silenzio il dolore delle percosse dietro la minaccia che se avesse aperto bocca e chiesto aiuto, lui l’avrebbe ammazzata e nessuno si sarebbe preoccupato di cercare una persona senza permesso di soggiorno, quindi inesistente per le autorità italiane.
Ora, a dieci mesi dall’arresto, l’uomo è stato processato con rito immediato. Difeso dagli avvocati Fantappiè e Bonacchi, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione, una pena più alta dei 4 anni chiesti dal pubblico ministero, Laura Canovai.
La donna, quando fu soccorsa dalla polizia, aveva sul viso e sul corpo i segni chiari di una violenta aggressione. Non trovò subito il coraggio di denunciare il convivente e raccontò di essere stata rapinata. Una versione assai poco convincente, subito archiviata grazie all’intervento del Codice rosa che convinse la cinese a parlare e a denunciare. Una denuncia circostanziata anche rispetto ai fatti accaduti quel 4 luglio quando lei riuscì a mettersi in salvo dalle fiamme che avevano avvolto il letto e tentò di uscire dall’abitazione, trovandosi però di fronte alla violenta resistenza del convivente che tentò di soffocarla e poi di avere un rapporto sessuale, come sempre avveniva dopo ogni pestaggio. Decisivo il supporto psicologico dato dal Codice rosa che ha consentito alla vittima di riprendersi la propria vita uscendo per sempre da quel girone infernale fatto di continui e sempre più pesanti maltrattamenti.

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