MORTA ORDITURA, LA TITOLARE: “AIUTERÒ IL FIGLIO DI LUANA”

MONTEMURLO Nadia Tarantino 5 Maggio 2021 196 Nessun commento

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“Voglio far sapere che intendo esprimere il mio dolore attraverso l’impegno per la famiglia di Luana e il suo piccolo. Impegno che voglio tradurre in atti concreti da subito, in ogni contesto e sede. Alle macchine lavoro anche io, vi lavorano mio figlio e mio marito: non è quindi solo la solidarietà di un datore di lavoro ma anche di una compagna di lavoro”. Luana Coppini, titolare dell’orditura di via Garigliano a Oste di Montemurlo nella quale lunedì 3 maggio è morta, risucchiata dall’orditoio al quale stava lavorando, la giovane mamma Luana D’Orazio, rompe il silenzio. Indagata insieme al manutentore del macchinario per omicidio colposo e per rimozione ed omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, l’imprenditrice ha scritto una lettera: “Fino ad ora non ho detto nulla perché di fronte ad un dramma come questo non si può che restare senza parole, in silenzio – si legge – il dramma che stiamo vivendo ci colpisce profondamente ed è difficile trovare le parole”. Intanto c’è attesa per gli sviluppi delle indagini che serviranno a ricostruire la dinamica dell’incidente e a spiegare i motivi per i quali, come sostiene la procura, il macchinario fosse privo del sistema di protezione. La donna è assistita dagli avvocati Alberto Rocca e Barbara Mercuri. “Non mi sottrarrò – si legge ancora nella lettera scritta da Luana Coppini – né ai miei doveri né al confronto nelle sedi appropriate per capire come possa essere avvenuto questo dramma. Ora e qui voglio esprimere solo il mio dolore assieme ai miei familiari e a tutti coloro che con me lavorano in azienda”.

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