MORTE DUCCIO; CHIESTE CONDANNE FINO A 22 ANNI

Firenze Gigliola Caridi 18 Febbraio 2020 68 Nessun commento

image

Condanne per tutti i sette imputati, con pene dai 9 ai 22 anni per omicidio volontario. È la richiesta del pm Tommaso Coletta per le sette persone, tutte di etnia rom, accusate di aver causato la morte di Duccio Dini, il giovane di 29 anni, fiorentino, travolto e ucciso in via Canova, in zona Isolotto, mentre era sul suo scooter durante un inseguimento tra membri di famiglie rom del Poderaccio. Il pm ha chiesto anche la confisca delle auto coinvolte nell’inseguimento e la trasmissione degli atti alla procura per falsa testimonianza riguardo a un altro nomade, accusato di aver affermato falsamente in aula di aver accompagnato uno degli imputati sul luogo dell’incidente, sostenendo dunque che l’uomo non fosse stato coinvolto nell’inseguimento. La circostanza è contestata dal pm al punto da considerarla falsa testimonianza. Durante la requisitoria il pm Coletta ha sottolineato che il giovane “fu vittima incolpevole, vittima sacrificale di una incultura”, “una incultura Rom”, “una incultura zingara” basata “su un senso troppo forte della famiglia e su un atteggiamento di spregio verso la figura femminile”. “Andate a sentenza non per vendicare Duccio Dini”, ha aggiunto il pm Coletta rivolto alla corte. L’inseguimento a causa del quale trovò la morte Duccio Dini, che involontariamente vi si ritrovò in mezzo, così come altri conducenti di veicoli in transito nella periferia dell’Oltrarno di Firenze, ebbe origine da una lite nata per un giuramento di fedeltà che un marito pretendeva dalla moglie. In particolare, secondo ricostruzioni, la lite era relativa alla figlia di uno degli imputati e moglie del rom inseguito. Nel processo davanti alla corte di assise è stato anche ricostruito che dopo circa due anni di separazione dalla moglie, il marito pretese dalla moglie una dichiarazione di fedeltà per consentirle di tornare a casa, che filmò col cellulare. Questo gesto, ossia aver registrato tale cosiddetto ’giuramento’, scatenò l’ira del padre e dei fratelli della donna. Inoltre due giorni prima dell’inseguimento c’era stata una lite finita in una colluttazione tra marito e padre della donna. Quel giorno i dissapori si acuirono al punto che fu deciso di raggiungere a scopo punitivo l’uomo. L’inseguimento a cui parteciparono tutti i parenti, ha detto sempre il pm Tommaso Coletta, “fu chiaramente folle”, “ce lo dicono i testimoni che hanno avvistato queste cose pazzesche e ci descrivono auto contro mano e che superano semafori rossi”, oltre all’altissima velocità su strade urbane. Un contesto che culminò nell’omicidio di Duccio Dini. La prossima udienza si svolgerà il 27 febbraio mentre la sentenza è attesa per il 17 marzo

Commenta

Video per giorno

aprile: 2020
L M M G V S D
« Mar    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Newsletter

Rimani sempre in contatto con noi

Informazioni

Sede operativa: Via del Biancospino, 29/b
CAP: 50013 Campi Bisenzio (FI)
Tel 055 894601 - Fax 055 8946086
Modulo di contatto

Translate