MORTE LUANA, PERIZIA EVIDENZIA MANOMISSIONE AL QUADRO

Prato Eleonora Barbieri 17 Giugno 2021 115 Nessun commento

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Una manomissione al quadro elettrico avrebbe consentito il funzionamento dell’orditoio, dove il 3 maggio scorso è morta Luana D’Orazio, anche senza la saracinesca di protezione al macchinario abbassata. Lo avrebbe accertato la perzia in corso sul macchinario.
Potrebbe trattarsi di un “ponticello” che avrebbe permesso di bypassare i sistemi di sicurezza dell’orditoio, costruito da una ditta tedesca e considerato all’avanguardia proprio per la tutela degli operatori.
La perizia sul macchinario della ditta di Montemurlo dove è avvenuta la tragedia, avrebbe rilevato anche una modifica che avrebbe consentito il funzionamento in automatico: in particolare il pulsante di avvio, che a saracinesca alzata dovrebbe essere inattivo, avrebbe funzionato lo stesso. L’esperto incaricato dalla Procura, l’ingegner Carlo Gini, ha tempo fino all’11 luglio per consegnare la perizia che dovrà chiarire anche altri aspetti tecnici, quali la velocità registrata dall’orditoio al momento dell’incidente, la fase esatta della lavorazione quando la giovane è stata risucchiata, eventuali anomalie nel funzionamento.
Martedì pomeriggio il sostituto procuratore Vincenzo Nitti ha interrogato i titolari dell’orditura indagati per omicidio colposo e rimozione o omissione delle cautele antinfortunistiche, contestati anche al terzo indagato, il manutentore del macchinario, Mario Cusimano. Luana Coppini ha risposto per oltre due ore alle domande del magistrato, mentre il marito Daniele Faggi, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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