MORTE LUANA, SUPERPERIZIA CONFERMA LE ACCUSE DELLA PROCURA

Prato Nadia Tarantino 7 Settembre 2021 83 Nessun commento

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Viaggiava alla massima velocità in assenza di protezioni l’orditoio che lo scorso 3 maggio ha agganciato e risucchiato Luana D’Orazio, la mamma di 22 anni morta nell’Orditura Luana, l’azienda con sede a Oste dove lavorava come operaia. Lo scrive il Corriere Fiorentino che ha anticipato la perizia sul macchinario, perizia arrivata oggi sulle scrivanie del procuratore Giuseppe Nicolosi e del sostituto Vincenzo Nitti, titolare dell’inchiesta. L’anticipazione conferma l’ipotesi del primo minuto: la rimozione delle cautele antinfortunistiche. E’ questa, insieme all’omicidio colposo, l’accusa con la quale sono stati iscritti sul registro delle notizie di reato la titolare dell’orditura, Luana Coppini, il marito, Daniele Faggi, ritenuto gestore di fatto della ditta, e il manutentore del macchinario, Mario Cusimano.
Carlo Gini, l’ingegnere specializzato in automazione industriale incaricato dalla procura di redigere la perizia, ha ricostruito il funzionamento dell’orditoio costruito dalla tedesca Karl Mayer, lo stato dei dispositivi di sicurezza e in particolare della saracinesca, le manovre necessarie non soltanto alla loro esclusione ma anche a consentire comunque tutte le fasi della lavorazione. Sempre secondo le anticipazioni, l’operaia sarebbe stata agganciata da un’asta laterale che ruota con il subbio che, a sua volta, avrebbe continuato a girare proprio per l’assenza delle cautele antinfortunistiche.
Sulle scrivanie dei magistrati anche gli esiti delle verifiche fatte dalla guardia di finanza a cui è stato chiesto di misurare gli effetti della manomissione del macchinario sui conti dell’orditura. In altre parole, la procura vuol sapere l’ammontare del beneficio economico fruttato dall’orditoio una volta privato delle protezioni.
E’ possibile che nei prossimi giorni gli indagati compaiano di nuovo davanti agli investigatori per chiarire il ruolo, la conoscenza e la consapevolezza rispetto ai fatti contestati.
Dai consulenti della famiglia di Luana D’Orazio non arrivano commenti: “Non abbiamo nessun documento in mano – ha detto Andrea Rubini – appena la perizia sarà depositata, il pm darà l’autorizzazione all’accesso agli atti. Leggeremo e diremo la nostra”.

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