MORTO CIRCA UN MESE PRIMA DEL RITROVAMENTO ENNIO SACCENTI

Prato Nadia Tarantino 16 Settembre 2020 43 Nessun commento

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Ennio Saccenti, per decenni tra i personaggi più in vista della vita pubblica e politica della città, era morto da circa un mese quando sabato 12 settembre è stato trovato nel suo appartamento. Lo ha stabilito l’autopsia ordinata dalla procura sul cadavere in estremo stato di decomposizione rinvenuto da uno dei figli. Ad avvalorare la collocazione del decesso – già dai primi istanti medico e investigatori avevano ipotizzato l’evento risalente nel tempo – sono stati gli ultimi scontrini della spesa ritrovati nell’abitazione di Saccenti, datati 11 agosto. Non è possibile individuare con esattezza la data della morte che forse sarebbe avvenuta prima di Ferragosto, mentre non ci sono dubbi sulle cause naturali del decesso. Saccenti, 80 anni e qualche problema di salute, sarebbe stato colto da un malore che lo avrebbe istantaneamente privato della possibilità di chiedere aiuto. La procura ha restituito oggi, mercoledì 16 settembre, la salma alla famiglia. L’ultimo saluto ad un uomo che ha rivestito numerose cariche, la più importante quella di presidente dell’Anpi a cui ha dedicato gran parte della sua vita, verrà dato alle cappelle del commiato della Misericordia. Il feretro esposto dalle 16 di oggi fino alle 12 di domani, poi la cremazione. Ennio Saccenti era figlio di Dino, primo sindaco di Prato. Il suo impegno politico, nel Partito comunista, lo ha iniziato giovanissimo e da lì in avanti passione, energie, sforzi sono stati tutti per la città: sindacalista, segretario della Funzione pubblica della Cgil, presidente della circoscrizione Nord, presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani per la quale ha rivestito anche incarichi regionali e nazionali. Quando ha passato il testimone, è stato nominato presidente onorario perché l’Anpi non sarebbe stata quella di oggi senza Ennio Saccenti che ha portato ovunque i principi dell’antifascismo, della libertà e della democrazia. Il suo ultimo 6 settembre, il giorno in cui Prato da sempre festeggia la Liberazione e rende omaggio ai suoi partigiani martiri impiccati a Figline, è stato quello dello scorso anno. Ultima occasione per ricordare a tutti e in particolare ai più giovani i valori dei partigiani negli anni bui della guerra e, dopo, insostituibile veicolo di memoria, “una memoria – diceva – da tramandare sempre”.

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