MORTO NEL ROGO DELLA CASA, INCHIESTA PER OMICIDIO COLPOSO

Prato Nadia Tarantino 18 Marzo 2020 33 Nessun commento

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Per la morte di Antonio Cecchi, il disabile di 69 anni deceduto nell’incendio dell’appartamento nel quale viveva con il fratello e la cognata, la procura di Prato ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. A una settimana di distanza dalla tragedia, avvenuta la sera del 10 marzo in via da Quarata a Iolo, in una palazzina dell’Epp, arriva la svolta nelle indagini affidate ai vigili del fuoco coordinati dal sostituto Carolina Dini. Al momento non ci sono persone iscritte sul registro delle notizie di reato. I familiari della vittima hanno incaricato l’agenzia Studio 3A Valore di Venezia di seguire il caso e acquisire tutta la documentazione necessaria a fare piena luce sulle cause che hanno provocato il rogo. Intanto oggi nelle cappelle del commiato della Pubblica assistenza, c’è stato l’ultimo saluto a Antonio Cecchi; la salma è stata tumulata nel cimitero di Casale dove si è tenuta una cerimonia in forma strettamente privata nel rispetto delle disposizioni del Governo per il contenimento del coronavirus.
Nei giorni scorsi è stata effettuata l’autopsia sul pensionato. Il magistrato ha confermato il sequestro dell’alloggio, andato completamente distrutto.
Secondo i primi accertamenti riferiti dall’agenzia Studio 3A Valore, la vittima è stata sorpresa nel sonno: “Non stava guardando la televisione come invece è stato riferito – si legge in un comunicato inviato alla stampa – l’unica tv dell’alloggio si trovava in cucina ed era spenta. Al momento nell’appartamento non vi erano elettrodomestici accesi se non il frigo”. Il comunicato riporta una dettagliata descrizione di quanto sarebbe avvenuto prima dell’incendio e dei successivi tentativi che il fratello avrebbe fatto per salvare il congiunto che sarebbe morto soffocato dal fumo.
“I familiari della vittima – scrive ancora l’agenzia – vogliono fare chiarezza sulle cause dell’incendio che è sicuramente accidentale e che è stato dovuto con molta probabilità ad un corto circuito o comunque a problemi di natura elettrica anche perché i residenti da tempo segnalavano all’amministratore di condominio anomalie all’impianto elettrico, in particolare scosse e come dei friggimenti quando inserivano le spine alle prese della corrente. I nostri esperti vaglieranno la documentazione acquisita”.

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