MUSEO DEL TESSUTO, 14MILA VISITATORI PER LA TURANDOT

Prato Alessandra Agrati 7 Febbraio 2022 191 Nessun commento

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Sono stati 14mila i visitatori che hanno ammirato la mostra “Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba”, allestita al Museo del Tessuto dal 22 maggio al 23 gennaio.
In media ogni mese i costumi di scena sono stati ammirati ida 1.560 persone, circa 68 al giorno. In nove mesi hanno partecipato alle iniziative collegate ai temi della mostra svolte in modalità on line oltre a 3mila utenti, mentre sono state 32 le visite guidate organizzate per il pubblico singolo, quattro le conferenze on line sui canali Facebook e Youtube d seguite da oltre 2mila utenti. Ai quattro concerti organizzati in collaborazione con la Fondazione Puccini di Lucca e l’Associazione Perché Verdi Viva, hanno partecipato oltre 300 persone;, mentre sono state dodici le attività per famiglie programmate tra giugno e dicembre per un totale di 177 partecipanti.
“Sono numeri molto importanti – sottolinea il presidente della Fondazione Francesco Marini – composti principalmente da utenti singoli o da piccoli gruppi familiari, considerato che è venuta a mancare quasi totalmente la presenza di gruppi organizzati causa pandemia”. In questi mesi, inoltre i protocolli sanitari anti covid hanno imposto la riduzione del 60% dei partecipanti alla visita guidata, e dimezzato il numero dei partecipanti alle attività dedicate alle famiglie, ai concerti e agli spettacoli.Cresce anche la vendita di biglietti online attivata al 7% del totale.
“In un tempo caratterizzato da grande incertezza, Turandot ha raggiunto risultati del tutto ragguardevoli – dichiara Simone Mangani assessore alla Cultura del Comune di Prato – merito della proposta qualitativa e della credibilità del Museo del Tessuto”. ?
Secondo l’indagine campione promossa dal Museo, che ha coperto il 61% dei visitatori, è risultato anche che il 36% del pubblico è residente nella provincia di Prato, il 35 % dalle altre province toscane, il 19% dalle altre province italiane e il 10% dall’estero.
“E’ la conferma – commenta il direttore Filippo Guarini- che la mostra ha attirato principalmente un turismo di prossimità, premiando in modo particolare le province toscane, forte anche della stretta collaborazione che il Museo ha instaurato con i territori di Lucca, Montecatini, Firenze e Mugello per la creazione degli itinerari pucciniani e chiniani che sono confluiti nel progetto Passaporto Turandot.”
Infine c’è un altro risultato importante: Paola, la nipote di Chini, ha donato al Museo la valigia da viaggio di Galileo Chini con le pubblicità degli alberghi in cui ha soggiornato nei suoi viaggi di lavoro, oltre a una giacca da giorno, indossata durante il soggiorno in Thailandia del 1913 per la decorazione della cupola del Palazzo Reale di Bangkok . Oggetti che si aggiungono ai rasi ricamati in seta di manifattura thai che la stessa Paola Chini ha regalato al Museo in occasione dell’apertura della mostra.

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