NEL DISTRETTO PRATESE BOOM DI INSOLUTI

Prato Alessandra Agrati 4 Aprile 2020 100 Nessun commento

image

Il 31 marzo il “D day” per i pagamenti degli ordini consegnati nel mese di dicembre e gennaio è passato lasciando morti e feriti sul campo; in media l’insoluto verso le aziende pratesi è stimato fra il 45 e il 50% con i grandi gruppi che pagano anche a 150 giorni.
“Dalla call di ieri con le 85 imprese che hanno aderito al tavolo di emergenza Covid-19– spiega Andrea Cavicchi presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord – sono emersi dati preoccupanti, l’impressione è che molti abbiano giocato d’anticipo sfruttando la situazione di emergenza. Ancora prima che le imprese chiudessero sono arrivate delle circolari in cui si annunciava l’impossibilità di pagare. Nella mia azienda la percentuale raggiunge il 50%”.
Insoluti che hanno coinvolto tutta la filiera da monte a valle “E’ stato un fine mese pesante – spiega Raffaella Pinori della Pinori Filati – con diversi insoluti. Altri hanno posticipato di 60 giorni. Qualcuno, pur potendo pagare ha mandato in anticipo una comunicazione che non lo avrebbe fatto. Una situazione tragica, ma il peggio deve venire visto che le prossime scadenze riguardano un periodo in cui non si è lavorato. Intanto sono arrivati degli ordini dalla Corea dalla Cina e dal Giappone: è vitale riuscire a evaderli, ma se non si riesce a riaprire le industrie sarà un altro grosso problema”.
La prossima data fatidica sarà il 30 aprile, ma intanto c’è chi ha deciso di procedere per vie legali: “Ai pochi clienti insolventi – spiega Riccardo Matteini del Gruppo Colle – ho risposto che agirò per vie legali, per ora sono la minoranza ma il futuro non è certo sereno”.
Anche per Luigi Banci della Pontetorto sono in pochi a non avere saldato: “Sicuramente una minoranza ma qualcuno ha approfittato della situazione e ha rimandato i pagamenti. Ora ci aspetta un periodo ancora più difficile siamo parte tutti di una stessa catena ciascuno deve fare la propria parte onorando i debiti”.
Una filiera unita da tanti anelli che vanno tutti tutelati: “Prima di chiudere – spiega Maurizio Sarti della Faliero&Sarti – ho pagato dipendenti e fornitori, ma ora bisogna riaprire, siamo pronti a mettere in campo tutti i dispositivi a protezione della salute, ma poi dobbiamo ricominciare a produrre anche i miei dipendenti sono di questo parere”. Il 90% delle aziende restano chiuse e anche quelle che avrebbero potuto lavorare in realtà sono ferme. “L’attività è bloccata – spiega Dalila Mazzi della Rifinizione Nuove Fibre – abbiamo ricevuto i pagamenti del 31 marzo, per ricevuta bancaria ma ora il 10 aprile sono previsti quelli per bonifico e potremmo avere brutte sorprese. L’unica soluzione è ripartire velocemente altrimenti non riusciremo a risollevarci”.
Intanto molti imprenditori hanno firmato una lettera di intenti di impegno etico per la sussistenza del distretto tessile pratese in cui si impegnano “A mantenere inalterato il flusso dei pagamenti verso tutti i propri fornitori, in special modo verso coloro che appartengono al Distretto Tessile Pratese in modo da non alterare e quindi aggravare la liquidità disponibile per ciascuna impresa,
incondizionatamente a non utilizzare in modo pretestuoso argomentazioni di carattere commerciale, legale o di qualunque altro genere allo scopo di dilazionare e quindi procrastinare sine die il corretto flusso dei pagamenti a fronte di impegni contabili pre-esistenti “.
Impegno etico e riapertura delle imprese, ma anche con qualche distinguo:”Credo che si debba ripartire nel rispetto della salute di tutti – spiega Sauro Guerri di Progetto Lane – via libera che secondo me lo deve dare il comitato scientifico in modo da non vanificare gli sforzi fatti fino ad ora. Poi però si pone un altro problema: l’Italia per quanto riguarda il contagio è avanti rispetto agli altri paesi, quindi potrebbe succedere che noi riprendiamo a lavorare ma non c’è mercato”.
Intanto Confartigianato Imprese ha promosso un sondaggio su un campione di imprese appartenenti a vari settori per monitorare l’andamento dei pagamenti: un sondaggio che si trasformerà in un vero e proprio osservatorio permanente curato dall’associazione. “E’ nostra intenzione- spiega Moreno Vignolini, presidente regionale della Federazione Moda Confartigianato – monitorare con grande attenzione, anche per sapere ci sono coloro che stanno mettendo in maggiore difficoltà la catena produttiva, stilando una sorta di black list “ Le segnalazioni possono essere inviate a insolvenze@prato.confartigianato.it.
Posticipi anche sul fronte delle fiere: Pitti Uomo si terrà dal 2 al 4 settembre , mentre l’8 aprile il comitato tecnico si riunirà per stabilire i tempi di Pitti Filati.

Commenta

Video per giorno

Maggio: 2020
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Newsletter

Rimani sempre in contatto con noi

Informazioni

Sede operativa: Via del Biancospino, 29/b
CAP: 50013 Campi Bisenzio (FI)
Tel 055 894601 - Fax 055 8946086
Modulo di contatto

Translate