OMICIDIO COMEANA, PROCURA CHIUDE LE INDAGINI PRELIMINARI

CARMIGNANO Nadia Tarantino 26 Luglio 2022 82 Nessun commento

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A otto mesi esatti dall’omicidio di Gianni Avvisato (nella foto), il culturista di 38 anni freddato con un colpo di pistola sulla porta della sua abitazione in via Boccaccio a Comeana, la procura ha chiuso l’inchiesta. Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati ai due indagati, entrambi fiorentini: Stefano Marrucci, pregiudicato di 55 anni, arrestato un paio di settimane dopo il fatto, e Andrea Costa, manovale di 35 anni, bloccato poche ore dopo il delitto.
Concorso in omicidio volontario e porto abusivo di arma le ipotesi di reato a carico di tutti e due, mentre per Marrucci anche la ricettazione e la detenzione della pistola che sarebbe stata usata per uccidere il culturista, e l’evasione dagli arresti domiciliari.
La vittima fu uccisa il pomeriggio dello scorso 24 novembre. Quello che forse doveva essere solo un avvertimento, un’intimidazione per chiarire piccoli screzi, si trasformò in un omicidio: è questo la conclusione a cui sono arrivati gli investigatori. A impugnare la pistola, una Beretta calibro 9 in dotazione alla questura di Livorno e rubata nel 2014 in un’abitazione, sarebbe stato Marrucci: il colpo, esploso dopo la minaccia di fare intervenire i carabinieri, raggiunse il culturista ad un fianco provocando un’emorragia. I carabinieri arrivarono in poche ore a casa di Andrea Costa. Fu proprio il 35enne a indicare Marrucci come esecutore materiale dell’omicidio, raccontando di essersi limitato a fare da autista senza sapere nulla della pistola e delle intenzioni dell’amico. Un nome di spicco quello di Marrucci: all’attivo precedenti per rapina, rissa, evasione e anche omicidio, quello del boss della mafia catanese Agostino Mirabella, nel 1987, costato una condanna a 20 anni.
Le indagini preliminari sono durate qualche settimana in più del previsto. A far slittare la conclusione delle indagini è stato l’incidente probatorio fatto sulla pistola che sarebbe stata usata per l’omicidio di Gianni Avvisato, trovata dai carabinieri sul comodino della camera da letto di Marrucci il giorno del suo arresto, in un affittacamere a Firenze. La perizia ha stabilito che l’arma era efficiente, esito che va a sostegno della tesi dell’accusa secondo cui il colpo contro il culturista partì per una precisa volontà e non a causa del malfunzionamento dell’arma.

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