In aula bunker, prosegue la testimonianza di Taulant Pasho, figlio dei coniugi Shpetim e Teuta Pasho, i cui corpi sono stati fatti a pezzi e trovati in 4 valigie, vicino al carcere di Sollicciano nel dicembre del 2020. Un omicidio che risalirebbe al 2015, anno della scomparsa della coppia. Unica imputata accusata degli omicidi Elona Kalesha, ex fidanzata di Taulant. La difesa si concentra sugli spostamenti, sui viaggi dei Pasho, negli anni 2013 / 2014 e 2015. Si sviscerano i rapporti familiari. Quelli di Elona con i genitori di Taulant, che in aula racconta della somma di denaro provento di spaccio, 50000 euro, data alla madre quando lui era latitante. Soldi che la donna avrebbe messo in borsa per poi depositarli in una banca in Albania. Il denaro nel 2014 sarebbe stato ritirato dalla madre. Soldi di cui non si ha più traccia. E’ dalla precedente testimonianza di Taulant che emerge di come i genitori fossero abituati a trasportare importanti cifre di denaro in contante in borsa tra l’Italia e l’Albania. C’è un’altra somma di denaro 35000 euro versati in Italia. Somma che il padre avrebbe ricevuto tramite un’assicurazione. Di questi 31 mila euro sarebbero stati prelevati. In aula anche la circostanza della relazione tra Vitore, sorella di Taulant, e un uomo sposato. Solo dopo la scarcerazione Taulant venne a conoscenza di questo rapporto, da lui mai accettato e che portò al ferimento di chi aveva fatto conoscere la coppia.