PERMESSI FACILI, AZIENDE FANTASMA CON CENTINAIA DI ASSUNTI

Prato Nadia Tarantino 11 Aprile 2022 78 Nessun commento

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Oggi, lunedì 11 aprile, nuova udienza del processo-stralcio sui permessi facili ai cinesi scaturito dall’inchiesta Easy permit che a ottobre 2021 portò agli arresti domiciliari quattro professionisti italiani e tre imprenditori cinesi e a oltre 200 iscrizioni sul registro delle notizie di reato. In aula, davanti al giudice Elisa Romano e ai pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, sono comparsi i coniugi e consulenti del lavoro Alessandro Frati e Alessandra Belliti, assistiti dall’avvocato Antonino Denaro, e il ragioniere Giuseppe Cannatà, difeso dall’avvocato Riccardo Fantappiè; assente Wu Chao, dello studio di consulenza Rw (avvocato Denaro). Per loro la procura aveva chiesto e ottenuto il processo con il rito immediato per via delle misure di detenzione, nel frattempo revocate. Tutta l’udienza se n’è andata – e ci sarà una seconda puntata a maggio – per ricostruire il sistema dei permessi di soggiorno rilasciati o rinnovati ai cinesi, sia dipendenti che titolari di aziende. La trafila, complessa e ricca di passaggi burocratici, è stata ricomposta attraverso la testimonianza di uno dei finanzieri che hanno lavorato all’inchiesta. I pubblici ministeri Gestri e Boscagli sono convinti che gli studi professionali abbiano avuto un ruolo determinante in decine e decine di pratiche andate a buon fine e spesso intestate a cinesi con contratti di lavoro e buste paga riconducibili ad “aziende inesistenti”. Ricostruito anche il rapporto tra i professionisti italiani e le due sorelle cinesi dello studio Lx, anche loro finite ai domiciliari.

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