PERMESSI FACILI, CINESI SCARICANO SU PROFESSIONISTI ITALIANI

Prato Nadia Tarantino 22 Ottobre 2021 206 Nessun commento

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Hanno scaricato la colpa sui professionisti italiani le due sorelle cinesi, Hu Jeijie (detta Jessica) e Hu Weijie (detta Sara), a capo del centro elaborazione dati Lx finite agli arresti domiciliari insieme ad altre cinque persone (quattro italiani e un cinese) nell’inchiesta dei sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli sulla montagna di documenti falsi che ha consentito a decine e decine di cinesi di ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno.
Le sorelle, che insieme agli avvocati ChristianVannucci e Debora Bandoni sono comparse davanti al giudice delle indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia, hanno raccontato i loro rapporti con i due studi professionali – lo studio dei coniugi Alessandro Frati e Alessandra Belliti e quello di Giuseppe Cannatà dove lavora anche la moglie Marta Gabbriellini (tutti sono agli arresti) – spiegando di aver avuto solo un ruolo di ingaggio dei clienti cinesi e di essersi poi affidate per la consulenza del lavoro a Frati e Belliti e per la consulenza contabile a Cannatà. Una versione che collima con le risultanze investigative e che è esattamente opposta a quanto dichiarato nell’interrogatorio di garanzia da Giuseppe Cannatà – l’unico, assieme alle due cinesi – a non essersi avvalso della facoltà di non rispondere. Mentre il consulente contabile ha spiegato di essersi limitato all’intermediazione fiscale e tributaria, e cioè di aver presentato le dichiarazioni fiscali preparate con i dati già elaborati dallo studio delle due sorelle cinesi, queste ultime hanno detto di aver solo inviato clienti ai professionisti italiani che, ognuno per la propria competenza, si sarebbero occupati di mettere insieme le carte utili al rilascio dei permessi di soggiorno. Si tratta, dunque, di una frattura sostanziale, di versioni contrastanti offerte al giudice rispetto alle ipotesi di reato avanzate dalla procura.
Le indagini della guardia di finanza proseguono senza sosta anche nel vaglio dell’enorme quantità di documenti e di supporti informatici sequestrata durante le 140 e passa perquisizioni: bilanci, assunzioni, licenziamenti, apertura e chiusura di ditte individuali, dichiarazioni fiscali e altro. Un lavoro imponente per un’inchiesta con numeri da capogiro, basti pensare a quello degli indagati: 210.
Otto le misure di custodia cautelare: ai domiciliari Alessandro Frati, Alessandra Belliti, Giuseppe Cannatà, Marta Gabbriellini, Wu Chao, Hu Jeijie e Hu Weijie; obbligo di dimora e di firma per Paolo Satangelo.
Intanto si attende la decisione del tribunale del Riesame sulla richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati Cristina Meoni e Riccardo Fantappiè per Cannatà e dagli avvocati Vannucchi e Bandoni per le due sorelle dello studio Lx.

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