PICCHIATA E SFREGIATA, RIESAME CONFERMA IL CARCERE

Prato Nadia Tarantino 17 Maggio 2023 456 Nessun commento

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Resta in carcere Emiliano Laurini, l’uomo di 40 anni accusato di aver ordinato il pestaggio dell’ex fidanzata Martina Mucci, cameriera di 29 anni picchiata e sfregiata in volto la notte del 21 febbraio, al ritorno dal lavoro, nell’atrio del palazzo in cui abita. Stesso destino di Mattia Schininà, 20 anni, accusato di aver messo in collegamento Laurini e i picchiatori. Così ha deciso il tribunale del Riesame che ha respinto le istanze di scarcerazione avanzate dai difensori dei due indagati, Edoardo Burelli e Michele Savarese. Nessuna richiesta, invece, è stata presentata dagli avvocati Antonio Bertei e Alessandra Mattei che difendono Kevin Mingoia, 18 anni, finito dietro le sbarre con l’accusa di essere stato l’esecutore materiale insieme al sedicenne che una ventina di giorni fa si è presentato negli uffici della questura di Prato per confessare di aver partecipato all’aggressione.
Gli elementi raccolti dalla procura, evidentemente, hanno retto anche davanti al Riesame dopo che già il giudice delle indagini preliminari, Francesca Scarlatti, aveva negato la scarcerazione ma anche l’attenuazione della misura cautelare.
Le difese di Laurini e Schininà sono in attesa di conoscere le motivazioni che hanno spinto i giudici a confermare il carcere per poi decidere l’eventuale ricorso in Cassazione che sembra però già scontato per il presunto intermediario.
La cameriera, non solo ex fidanzata ma anche collega di Laurini che lavorava come buttafuori nello stesso locale, fu picchiata e sfregiata in volto da due persone incappucciate che entrarono in azione mentre la donna stava per raggiungere la porta di casa dopo essersi lasciata alle spalle quella del palazzo. Colpi violenti mirati soprattutto al viso, e alla bocca in particolare, e ai capelli: “Sono le parti a cui tengo di più”, disse subito la donna.
Una punizione – sostengono gli inquirenti – dettata dalla gelosia ma non si esclude un altro movente: il datore di lavoro aveva spostato Laurini in un altro locale e questa circostanza potrebbe aver scatenato l’ira del buttafuori magari convinto che dietro quella decisione ci fosse in qualche modo lo zampino della ex.
Le indagini non sono ancora chiuse: le dichiarazioni rese dagli arrestati in sede di interrogatorio di garanzia hanno fornito tre quadri diversi, tutti e tre tesi ad alleggerire il volume delle contestazioni. Gli investigatori sono convinti che Laurini volesse dare una lezione alla ex e che per farlo abbia chiesto a Schininà di trovargli un paio di picchiatori, quelli che poi hanno fatto il ‘lavoro sporco’ in cambio di qualche centinaio di euro: questo il punto al momento.

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