POLITICA: L’OPINIONE DEI PARLAMENTARI TOSCANI SULLA CRISI DI GOVERNO

ROMA Chiara Valentini 26 Gennaio 2021 74 Nessun commento

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Con le dimissioni nelle mani Capo dello stato da parte del presidente del Consiglio la crisi politica è diventata ufficialmente crisi di governo. Le consultazioni (che Mattarella vuole brevi) chiariranno quali delle ipotesi sul tavolo sarà percorribile. Un Conte ter? Un governo di unità nazionale? Le elezioni? Abbiamo chiesto l’opinione di alcuni parlamentari toscani

“Andiamo avanti con Conte e con una maggioranza allargata – commenta il senatore Dario Parrini, ex segretario regionale toscano del Partito Democratico, che vede possibile la formazione di un governo autorevole con allargamenti a forze responsabili ed europeiste. Quelle insomma che Conte ha cercato fino ad ora senza troppo successo. Ma proprio l’apertura della crisi di governo e la costituzione di un nuovo, afferma Parrini, potrebbe farle emergere. Rimane severo il giudizio su Italia Viva che ha aperto la crisi in modo irresponsabile, continua il senatore dem. Il dialogo è riapribile ma servono atti molto concreti da parte loro, in politica ci sono molti modi per far arrivare un segnale, vedremo come si comporteranno nelle consultazioni. Una cosa è certa, conclude Parrini: Giuseppe Conte è il punto di equilibrio più avanzato al momento, l’unico possibile in questo parlamento.

Matteo Salvini ha convocato nel pomeriggio un vertice del centrodestra per serrare le fila. Se infatti Fratelli d’Italia e Lega vedono solo il voto all’orizzonte Forza italia è più possibilista. “Adesso si apre la partita vera e si inizia a far sul serio  – afferma Stefano Mugnai, capogruppo alla Camera. – ogni soluzione, anche la più improbabile, diventa possibile. Questo è il momento emergenziale – sottolinea Mugnai – c’è da fare un recovery plan che permetta non solo di passare la nottata ma anche di dare slancio alle nuove generazioni. E’ un’occasione irripetibile. Senza dimenticare la campagna vaccinale. Occorre inoltre evitare il pericolo, concreto, di uno scontro sociale. “La risposta di un paese maturo  – è quindi la sua conclusione – non è un governo di responsabili ma un governo di responsabilità nazionale. Ognuno si assuma il suo pezzetto di responsabilità per superare una crisi che ha rilevanza secolare”. Chi potrebbe guidare un governo simile? “I nomi sono l’ultimo dei problemi – risponde Mugnai – qualcuno bravo in giro c’è. Come far digerire una simile ipotesi agli alleati? “Non c’è da far digerire niente, sostiene. ma anche nella Lega aperture in questo senso ci sono, afferma riferendosi al vicesegretario federale Giorgetti. “La politica ha i suoi ritmi. Con l’attuale geografia non vedo spazi per un governo forte, chiosa il senatore Massimo Mallegni, coordinatore regionale di Forza Italia, ma solo le elezioni, purtroppo per l’Italia. “l’importante, aggiunge facendo intuire qualche crepa con gli alleati, è che non ci si faccia trascinare nuovamente in un’ordalia sovranista. Tra il Conte 1 e il Conte 2 non so chi abbia fatto più danni.

Una proposta, quella di Forza Italia,  che dimostra solo come siano impossibili altre ipotesi se non quella del voto – commenta il deputato Giovanni Donzelli, coordinatore toscano di Fratelli d’Italia. “La crisi è aperta e noi siamo compatti, aggiunge, la soluzione naturale sono le elezioni, non per noi ma per gli italiani. Non vedo come un altro giro di valzer con altri ministri destinato a durare qualche mese possa giovare. Di sicuro, afferma ancora Donzelli, non vedrete mai ministri di Fratelli d’Italia accanto a ministri del PD.

Deciso sul voto è anche il senatore Manuel Vescovi che sposa in pieno la linea di salvini: “assurdo galleggiare con questo governo – ci spiega – noi siamo per andare subito alle elezioni, che vedrebbero una vittoria schiacciante del centrodestra. In due mesi – aggiunge Vescovi con un certo ottimismo – risolviamo tutto e diamo stabilità al paese per i prossimi 10-15 anni. Tra l’altro, aggiunge, sarebbe un nuovo parlamento più snello grazie all’attuazione della legge costituzionale già approvata sulla riduzione dei parlamentari. Poco convinto, Vescovi, sulla proposta di Forza Italia di un governo di unità nazionale: bisogna decidere con chi stare, taglia corto vescovi. Inutile pensare a governi tutti insieme appassionatamente per poi dividersi al primo provvedimento da votare, noi e la sinistra abbiamo un dna diverso. Purtroppo, conclude Vescovi partendo ottimismo – credo che finirà che si metteranno d’accordo e andranno avanti.

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