PRATO E IL CALCIO ITALIANO PIANGONO IL LORO “PABLITO”

Prato Claudio Vannacci 10 Dicembre 2020 131 Nessun commento

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E’ morto ieri sera 9 dicembre Paolo Rossi, l’indimenticato “Pablito” del Mondiale di Spagna 82, quando con i suoi gol trascinò la Nazionale guidata da Enzo Bearzot al successo dopo un’entusiasmante cavalcata scandita proprio dalle reti di Paolo Rossi con la tripletta al Brasile, i due gol alla Polonia infine quello in finale alla Germania.
Aveva 64 anni e da tempo lottava contro un brutto male ai polmoni. L’annuncio è stato dato dalla moglie, Federica Cappelletti, con un post su Instagram. La foto ritrae i due coniugi stretti e sorridenti ed è accompagnata dal commento “Per sempre”, seguito da un cuore.
Paolo Rossi è morto all’ospedale Le Scotte di Siena dove si trovava ricoverato da qualche tempo per l’aggravarsi della malattia.
Nato a Prato nel 1956, aveva iniziato la sua carriera nel Santa Lucia, la squadra della sua frazione, insieme al fratello Rossano. Esploso nel LaneRossi Vicenza, passato poi al Perugia e alla Juventus con in mezzo il gran rifiuto al Napoli, Rossi approdò poi al Milan, prima di chiudere la carriera a Verona. Insieme a Roberto Baggio e Bobo Vieri detiene il record di gol azzurro ai Mondiali con 9, è stato il primo giocatore a vincere nelle stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere e il Pallone d’oro.
Il Mondiale del 1982 lo riabilitò dallo scandalo scommesse che lo costrinse a due anni di squalifica. Nel 2004 era stato inserito nel Fifa 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla stessa Fifa in occasione del centenario della federazione. Occupa la 42ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista Word Soccer. In carriera, oltre al trofeo più prestigioso, vinse due scudetti, una Coppa Campioni, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Uefa con la Juventus, ma era affezionato anche al campionato di serie B vinto in biancorosso, con titolo di capocannoniere. Opinionista tv, scrittore, impegnato nel sociale e persino cantante, l’eroe del Mundial 1982 era descritto da tutti come gentile, buono e umile. Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 la sua Prato dedicò a Pablito e ai mondiali del 1982 una bella mostra fotografica e di trofei allestita a Palazzo Buonamici. Uno degli omaggi più recenti ma non l’unico da parte della sua città di origine.
Tra i primi a inviare messaggi di cordoglio il Coiano Santa Lucia di cui Rossi era presidente onorario. “Ora più che mai la sua figura diventa però qualcosa che non appartiene a nessuno perché misteriosamente trasformata in emozioni, affetti, pensieri, ricordi che ci accomunano e che ci rendono in qualche modo una cosa sola. Paolo è stato amato in vita perché ci ha fatto assaporare emozioni indimenticabili. Ora più che mai lo ricordiamo e lo amiamo, consapevoli che quando come lui si entra prepotentemente nei cuori di tante persone lì si rimane. Ciao Paolo!. Per sempre nei nostri cuori”.
Profondo il cordoglio dell’Ac Prato che ha affidato alla pagina ufficiale Facebook l’ultimo saluto a Pablito: “Un campione dentro e fuori dal campo, sarai sempre l’eroe che ci ha regalato tante gioie. Con la maglia azzurra dell’Italia si è laureato campione del mondo nel 1982. Alla sua famiglia e ai suoi cari le condoglianze più commosse, fraterne e sentite. Grazie per tutto quello che ci hai donato, la terra ti sia lieve”.

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