PRETE ARRESTO SPACCIO, ANCHE ACCUSA APPROPRIAZIONE INDEBITA

Prato Nadia Tarantino 17 Settembre 2021 146 Nessun commento

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Alle contestazioni mosse nei confronti di don Francesco Spagnesi, il parroco della Castellina arrestato il 14 settembre per importazione e spaccio di droga, si aggiunge quella di appropriazione indebita dei soldi destinati alla parrocchia ma utilizzati per far arrivare dall’Olanda bottiglie di Gbl, più nota come ‘droga dello stupro’, e per pagare la cocaina che procuravano gli spacciatori locali. Droga usata nei festini che – stando agli investigatori – il parroco e il suo compagno, Alessio Regina, anche lui finito agli arresti, avrebbero organizzato nella casa di quest’ultimo, a Figline, ospitando uomini reclutati tramite siti di incontri e scelti per la loro inclinazione sessuale e per la disponibilità a fare uso di stupefacenti.
La lista delle ipotesi di reato potrebbe ulteriormente allungarsi se dalle prime querele depositate dai fedeli che sono in grado di dimostrare di aver consegnato soldi al parroco, emergeranno elementi utili a sostenere l’accusa della truffa aggravata. Si tratta delle offerte fatte da parrocchiani e conoscenti dietro le richieste di don Spagnesi di aiutare le famiglie povere, richieste divenute particolarmente pressanti da aprile, quando il vescovo, venuto a conoscenza dei problemi di tossicodipendenza, ha revocato la firma del sacerdote dal conto corrente intestato alla parrocchia e “imposto un cammino di riabilitazione psicoterapeutica con uno specialista”, lasciando il sacerdote al suo posto.
Il sostituto Lorenzo Gestri, titolare dell’inchiesta, ha ordinato una serie di accertamenti sul conto corrente. Si parla di numerosissime operazioni di prelievo per somme molto ingenti, addirittura decine e decine di migliaia di euro. Gli uomini della Squadra mobile sono al lavoro per accostare ad ogni somma prelevata a partire dal 2019 un giustificativo; in questo modo sarà possibile distinguere l’ammontare di quanto effettivamente speso per la parrocchia e per le opere di carità dall’ammontare speso, invece, per i vizi del parroco e del suo compagno. Che si tratti di notevoli quantità di denaro lo dimostrano i richiami fatti a don Spagnesi già a maggio del 2020 con l’invito a spiegare i 40mila euro prelevati in un paio di mesi e, a giugno, con il sollecito a rendicontare 75mila euro di prelievi e pagamenti con carta.
Più difficile sarà quantificare le offerte raccolte durante le messe del sabato sera che don Spagnesi dice – come emerge da una telefonata intercorsa con il suo viceparroco – di aver sempre tenuto per sé.

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