QUESTURA RILASCIA 3 PERMESSI SOGGIORNO PROTEZIONE SOCIALE

Prato Eleonora Barbieri 22 Maggio 2021 153 Nessun commento

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Hanno lavorato a nero fino a 14 ore al giorno, senza riposi, con sorveglianza a distanza, mangiando nella stessa postazione di lavoro e dormendo in vicini locali sovraffollati e in pessime condizioni igieniche. Una brutta pagina di sfruttamento lavorativo che finalmente tre bengalesi si lasciano alle spalle. Ieri la questura di Prato ha concluso la pratica di rilascio dei permessi di soggiorno per protezione sociale proprio perché vittime di sfruttamento del lavoro. Una condizione emersa nel corso dell’inchiesta condotta dalla squadra mobile e coordinata dalla Procura sulla confezione Giulio che lo scorso febbraio ha portato all’esecuzione di 3 misure cautelari a carico di tre cinesi: la coppia vera titolare della ditta e il prestanome. I bengalesi che oggi ricevono il permesso di soggiorno erano tre dei 30 operai, quasi tutti richiedenti asilo, che lavoravano a capo basso con turni massacranti e per pochi euro al mese in quella azienda in via Pieraccioli a Galciana.
Il permesso di soggiorno appena rilasciato avrà una durata di 6 mesi, prorogabile e convertibile in altre tipologie alla scadenza, ed è condizione di un percorso di completo reinserimento nel tessuto sociale. La questura fa anche sapere che è in corso di definizione la pratica di un quarto cittadino bengalese che ha avanzato la stessa richiesta. Il percorso è frutto della rete di protezione territoriale dedicata ai lavoratori stranieri vittime di sfruttamento che vede quali attori principali la Procura e il Comune.

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